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Il doppio ex Randazzo: “Attenta Dea, il Toro è pericoloso. Reja? Possibile la conferma”

In “30 anni con l’Atalanta”, come ricorda il titolo della sua autobiografia, non c’era acquisto o cessione che non passasse dalla sua scrivania. Ma Giacomo Randazzo è anche un doppio ex: nel Torino (da amministratore delegato) con Mondonico allenatore ha conquistato una Coppa Italia nel 1993.

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Ottant’anni, siciliano di nascita ma ormai bergamasco e per più di metà della sua vita atalantino, visto che qui vive dal 1970 quando fu chiamato a Bergamo dal presidente Achille Bortolotti.

In “30 anni con l’Atalanta”, come ricorda il titolo della sua autobiografia, non c’era acquisto o cessione che non passasse dalla scrivania di Giacomo Randazzo, grande conoscitore delle carte federali, da segretario generale a direttore generale e amministratore delegato fino alla carica di presidente, che ha ricoperto da febbraio al maggio del 2005. Ma Randazzo è anche un doppio ex: nel Torino (da amministratore delegato) con Mondonico allenatore ha conquistato una Coppa Italia nel 1993.

E anche il suo cuore, naturalmente sempre nerazzurro, è ora un po’ meno agitato: “Sei punti nelle ultime due partite con Bologna e Milan sono un risultato eccellente, riportano tranquillità, dopo un periodo non bello in cui la squadra aveva smarrito quelle belle prestazioni a cui ci eravamo abituati. Mi ero molto divertito in quel periodo, lo confesso, poi però qualcosa si è inceppato. Vuoi per il mercato, problemi di formazione e qualche scompenso sul piano qualitativo. Speriamo che le due vittorie siano un toccasana, la squadra acquisterà fiducia, ma penso che ormai l’Atalanta sia al sicuro, fuori dalla lotta salvezza”.

Giusto allora confermare Edy Reja, anche nel periodo delle 14 partite senza vincere? “Sicuramente, conosco molto bene Reja, può darsi che abbia commesso qualche errore, ma i problemi erano altri: con il mercato di gennaio la squadra è stata rivoluzionata e si è dovuta riprendere. Diamanti? Bisognava dargli tempo, è bello avere giocatori di qualità ma, se non corrono, nemmeno loro toccano palla. E su Diamanti non ci sono dubbi: per me deve giocare dietro le punte come ha fatto nell’ultima partita, non certo sulle fasce laterali come se dovesse sostituire Moralez”.

Gli altri punti positivi, cavaliere? “Beh la squadra ha trovato un suo assetto, un equilibrio. E vorrei sottolineare la riconferma delle qualità del Papu Gomez, che ha fatto cambiare volto a questa squadra e sta dando il meglio di se stesso, come mai aveva fatto da quand’è in Italia: io me lo terrei stretto”.

L’Atalanta troverà un Torino in ripresa. “I granata hanno avuto un momento di crisi e ora si stanno risollevando, hanno un allenatore collaudato, una squadra che si è ritrovata, con Immobile e Belotti ha acquisito più incisività. Un Toro da tenere d’occhio, anche se non aspira a posizioni europee. Se Belotti può essere un rimpianto per l’Atalanta? Aveva mercato e… di situazioni come questa ne ho viste tante. Dispiace, ma a certe cifre fuori dalla portata dell’Atalanta”.

Che partita sarà, Torino-Atalanta? “Il Toro ha sempre nel suo dna intensità e forza, a maggior ragione dopo l’ultimo successo di San Siro sull’Inter e proverà ad attaccare, mentre l’Atalanta cercherà di sfruttare gli spazi per colpire”.

Cavaliere, non ci vuol dire chi potrebbe essere il prossimo allenatore dell’Atalanta? “Credo che Prandelli aspiri a una squadra di levatura superiore ed è legittimo. Penso anche che se Reja finirà bene in questi due mesi che restano… sarà dura immaginare di sostituirlo. Poi bisognerà valutare dall’interno, situazioni che non conosco e potrebbero cambiare le prospettive per decidere il futuro allenatore. Adesso pensiamo a finire bene…”.

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