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Tragedia di Pontida, 2 morti sotto il treno: capostazione condannato a 20 mesi fotogallery video

E' stato condannato a un anno e 8 mesi Aurelio Carminati, il capostazione di Bottanuco imputato per disastro ferroviario colposo, duplice omicidio colposo e lesioni colpose gravissime per la tragedia del 7 novembre 2013 a Pontida.

E’ stato condannato a un anno e 8 mesi Aurelio Carminati, il capostazione di Bottanuco imputato per disastro ferroviario colposo, duplice omicidio colposo e lesioni colpose gravissime per la tragedia del 7 novembre 2013 a Pontida.

La sentenza è stata emessa mercoledì 6 aprile dal gup Tino Palestra ha pronunciato la sentenza di condanna: oltre alla pena è di un anno e 8 mesi (sospesa), stabilito un risarcimento provvisionale di 350 mila euro complessivi. I reati contestati all’uomo sono stati riqualificati in pericolo di disastro ferroviario, omicidi colposi e lesioni colpose.

Il pm Maria Cristina Rota aveva chiesto 5 anni e 4 mesi, la difesa di Carminati aveva chiesto l’assoluzione.

Quel giorno persero la vita, travolti dal treno, Umberto e Davide Pavesi, padre e figlio, di 79 e 49 anni, che erano su un’ambulanza in attesa di essere trasportati nella casa di riposo di Pontida per il ricovero dell’anziano. Secondo gli inquirenti, a provocare il disastro sulla linea ferroviaria Bergamo-Lecco furono le sbarre del passaggio a livello fatte alzare in anticipo.

Nel bilancio finale anche sei feriti. Il più grave l’uomo che era alla guida del mezzo di soccorso, sbalzato fuori dall’abitacolo, mentre il conducente del treno se la cavò con una lesione a una mano.

“Sono distrutto, penso a quei morti giorno e notte. Io sono intervenuto quando l’operazione andava fatta” si difese l’uomo nei giorni successivi, spiegando di aver premuto sì il pulsante per far alzare le sbarre, ma al momento giusto.

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