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Spaccio, 15 arresti: la droga “prodotta” da un 16enne in una villa di Romano foto video

Una lunga e complessa indagine partita dall'omicidio del 12 gennaio 2013 di Mohammed Ammerti, marocchino di 47 anni, che si è conclusa nella mattinata di mercoledì 6 aprile con 15 arresti per spaccio da parte dei carabinieri del comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo

Una lunga e complessa indagine partita dall’omicidio del 12 gennaio 2013 di Mohammed Ammerti, marocchino di 47 anni, che si è conclusa nella mattinata di mercoledì 6 aprile con 15 arresti per spaccio da parte dei carabinieri del comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo

A Generica

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nei confronti di soggetti, 14 di nazionalità albanese e uno marocchina, di cui 13 residenti nella provincia di Bergamo, facenti parte di un clan dedito al traffico internazionale di stupefacenti.

L’operazione dei carabinieri è stata presentata al comando provincia di via Delle Valli dal comandante Biagio Storniolo, dal colonnello Domenico Baldassarre e dal maggiore Riccardo Ponzone. 

Come detto l’indagine era partita dal misterioso delitto del barista di Cortenuova, freddato a colpi di fucile nel suo locale. Per far luce su quell’omicidio i militari hanno indagato sulla vita privata di Ammerti, scoprendo che il fratello gestiva un vasto giro di spaccio di eroina.

Da lì si è risalito ai suoi fornitori: una banda estremamente organizzata, con ramificazioni in tutta Italia e tre laboratori per il tagli e il confezionamento della sostanza stupefacente. Si tratta di appartamenti, all’interno di condomini, uno dei quali a Romano di Lombardia (gli altri a Padova e a Corato).

Uno dei personaggi di spicco era una ragazzino che, all’epoca dei fatti, aveva solo 16 anni ma era già un grande esperto nel taglio della droga, tanto che i carabinieri lo hanno soprannominato “Il piccolo chimico”. L’eroina veniva tagliata con il paracetamolo, noto analgesico usato in molti farmaci da banco.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati in diverse regioni d’Italia oltre 100 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina e marijuana, importati nel nostro Paese con automezzi muniti di doppio fondo da corrieri provenienti da Olanda e Albania.

Particolarmente complesso era il sistema di codici alfanumerici attraverso il quale comunicavano tra loro gli indagati e venivano inviati gli ordinativi di droga all’estero, basato su un antico cifrario “a sostituzione polialfabetica”. 

Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili, tra cui la villa a Roamno di Ammerti (del valore di oltre mezzo milione di euro) ritenuti provento delle attività illecite di uno dei principali indagati, e 40 provvedimenti di perquisizione domiciliare e personale a carico di altrettanti soggetti indagati.

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