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“Nel mio appartamento 4 profughi: seguo il Papa, rinuncio all’affitto”

Da pochi giorni, quattro giovani profughi provenienti dal Mali vivono nell'appartamento di un privato cittadino, in via Sant'Ambrogio.

“Non sono un eroe, non ho fatto nulla di speciale. Da buon cattolico, mi sono limitato ad applicare il verbo di Papa Francesco”.

Ovvero: “Superare sospetti e paure”. Del resto era questo l’invito del Santo Padre per vincere i pregiudizi e le ostilità che spesso nascono nei confronti di chi è diverso. O, semplicemente, non si conosce abbastanza.

Da pochi giorni, infatti, quattro giovani profughi alloggiono nell’appartamento di un privato cittadino in via Sant’Ambrogio a Trescore Balneario.

“L’appartamento è mio, anche se vivo altrove”, spiega il proprietario 51enne, residente a Cenate Sotto. “Ho rinunciato all’affitto e lasciato l’appartamento in comodato d’uso a questi quattro ragazzotti che ne avevano bisogno”.

I quattro ragazzotti in questione hanno tra i 25 e i 30 anni e vengono dal Mali: Stato dell’Africa occidentale conficcato all’interno del continente nero senza sbocchi sul mare. Lo stesso che hanno dovuto affrontare per arrivare in Italia. Più precisamente a Lizzola: il paese che per circa 8 mesi li ha ‘adottati’, accolti e preparati a questa nuova opportunità di autonomia e, si spera, d’inserimento nella società.

Durante la loro permanenza a Trescore Balneario saranno seguiti dalla Cooperativa Ruah per conto della Caritas, che gestirà con l’Amministrazione, la Parrocchia e il Consorzio un progetto di accoglienza iniziato in questi giorni e che prevede attività di alfabetizzazione, gestita dai volontari e da condividere con l’Amministrazione del Comune di Cenate Sotto (anch’essa destinataria di un piccolo gruppo di migranti); attività di volontariato da svolgere sotto forma di piccoli lavori di pulizia e manutenzione a favore della collettività; e attività sportiva, attraverso l’inserimento nelle società che operano sul nostro territorio.

“L’esperienza di questi ragazzi all’interno del nostro Comune è appena cominciata e risulta quindi difficile tracciarne un primo bilancio”, ha commentato il sindaco di Trescore Balneario, Donatella Colombi.

Ad ogni modo “auspichiamo che il processo di trasformazione in atto nella nostra società, al di là dell’evidente disagio causato dalle difficoltà organizzative da superare nel momento dell’accoglienza, possa evidenziare anche l’importanza di porci in modo aperto e solidale di fronte ad un fenomeno migratorio frutto del percorso di globalizzazione iniziato ormai da anni e destinato a continuare”.

“Speriamo così – ha concluso il sindaco – di venire incontro alle esigenze di una società che si sta delineando sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa”.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    e i 140 euro giornalieri previsti dall’italia e dall’europa li prenderà o meno il proprietario per il mantenimento di questi profughi del mali fuggiti dalla guerra in siria?.circa 4.300 euro mensili?se dovesse prenderli per provvedere al loro sostentamento,sai che sforzo aver rinunciato a qualche centinaio di euro di affitto mensili per prenderne qualche migliaio….o pgherà di tasca sua vitto e alloggio?

  2. Scritto da Marcus242

    Il sindaco di Trescore e la cooperativa Ruah si assumono la responsabilità storica e costituzionale di approvare e favorire colossali trasformazioni demografiche e culturali che presto porteranno gli Italiani a essere minoranza in Italia. Disapprovo fortemente quello che loro fanno e vorrei che fosse chiarissimo che è ora di finirla di far passare tutto sopra la testa del Popolo senza mai chiedere, democraticamente, il parere dei cittadini