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Italcementi, venerdì lavoratori in sciopero per 8 ore foto

Il giorno dopo l’annuncio dei pesanti tagli i lavoratori hanno proclamato 8 ore di sciopero per venerdì 8 aprile. Un gesto di protesta nella sede di Bergamo colpita da 430 esuberi. La mobilitazione organizzata in contemporanea con l’assemblea degli azionisti. Nella sera di mercoledì 6 aprile si svolgerà una tavolo di crisi in Provincia, giovedì 7 incontro con l’azienda a Milano.

Non è accaduto durante un incontro, non è successo al termine di un confronto: solo attraverso un comunicato stampa HeidelbergCement ha annunciato a sindacati e lavoratori il pesante Piano di ristrutturazione di Italcementi che prevede il mantenimento degli impianti produttivi ma anche un esubero di 430 addetti nella sede di Bergamo.

In risposta all’annuncio dei pesantissimi tagli (e anche alle irrispettose modalità con cui la notizia è stata diffusa) Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Bergamo insieme alle Rsu hanno appena deciso di proclamare uno sciopero di 8 ore per venerdì 8 aprile, giorno in cui è prevista l’assemblea degli azionisti di Italcementi.

Venerdì 8 aprile si terrà anche un presidio con volantinaggio davanti alla sede di via Madonna della Neve e via Camozzi dalle 7 del mattino in attesa dell’ingresso degli azionisti.

“Arrogante nel metodo e nel merito, rigettiamo con forza il comportamento di HeidelbergCement, ma anche di Italcementi e di Italmobiliare” affermano Luciana Fratus della Fillea-Cgil di Bergamo, Danilo Mazzola di Filca Cisl e Giuseppe Mancin di Feneal-Uil di Bergamo, al ritorno dal presidio auto-organizzato dai lavoratori deciso in assemblea e svoltosi fino a poco fa fuori dalla sede, in centro a Bergamo. “Ecco perché per venerdì abbiamo proclamato uno sciopero di 8 ore.

Giovedì 7 aprile, intanto, è stato fissato un incontro di approfondimento sulla sede centrale con la partecipazione delle RSU, delle RSA e dei delegati del gruppo ristretto CAE con i dirigenti di Italcementi a Milano nella sede di Italmobiliare: in quest’occasione chiederemo conto di quanto sta accadendo in queste ore. Mercoledì sera, 6 aprile, i rappresentanti di Provincia, Comune, Regione, insieme con le nostre organizzazioni sindacali di categoria e quelle confederali, si incontreranno negli uffici di via Tasso in un tavolo di crisi provinciale ”.

Intanto, le segreterie nazionali di Feneal, Filca e Fillea scrivono di ritenere “scorretto il comportamento di HeidelbergCement ma anche del Gruppo Italcementi e di Italmobiliare perché: HeidelbergCement non si è presentata all’incontro previsto ieri con il Governo Italiano, che non lo ha mai annullato! È grave e irrispettoso nei confronti delle istituzioni che un’azienda ignori l’interlocuzione con il Governo di una nazione; HeidelbergCement ha assunto decisioni senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali e senza alcun confronto di merito con il Governo, presentando comunque un Piano di ristrutturazione non condiviso, tenendosi le mani libere nonostante il closing non sia concluso, con riflessi pesanti sul futuro di centinaia di famiglie.
HeidelbergCement prova a rassicurare i lavoratori delle cementerie e dei centri di macinazione, dichiarando che darà seguito al Piano di riorganizzazione attuato da Italcementi. Sarà cosi? Noi abbiamo forti dubbi. Sin dall’inizio dell’operazione di vendita le organizzazioni sindacali avevano denunciato i rischi che questa operazione poteva comportare, ovvero l’acquisizione a livello globale di quote di mercato a scapito dell’occupazione italiana. Questa operazione, del tutto finanziaria, ha portato tanti soldi a Italmobiliare (Famiglia Pesenti), a sfavore dei dipendenti italiani. Infatti, non è stata inserita nel contratto di vendita alcuna clausola di salvaguardia per i lavoratori. Feneal, Filca, Fillea nazionali avevano avanzato proposte di merito per rilanciare Italcementi sia in Italia che nel mondo, peraltro condivise a suo tempo da Italcementi e dal Governo. Parole, parole, parole …fatti concreti …nessuno! Come si concilia la fase di transizione sino al 2020, quando gli ammortizzatori sociali termineranno a settembre 2017? Scatteranno i licenziamenti?”.

Le Segreterie Nazionali di Feneal, Filca, Fillea, chiedono: “al Governo italiano e al Ministero dello Sviluppo Economico, di convocare al più presto le organizzazioni sindacali e le RSU del Gruppo Italcementi e fissare immediatamente un incontro con HeidelbergCement, al fine di rivedere il piano industriale fortemente penalizzante per la sede di Bergamo. Vanno riprese le proposte avanzate dai sindacati anche per individuare i necessari ammortizzatori sociali a sostegno di un’eventuale fase transitoria; ad HeidelbergCement che apra un confronto con le organizzazioni sindacali italiane; ad Italcementi il rispetto gli accordi sottoscritti in sede ministeriale, soprattutto in riferimento alla rotazione nei centri di macinazione. Le segreterie nazionali confermano lo stato di agitazione in atto e lo sciopero già programmato”.

LE PRESE DI POSIZIONE DELLA POLITICA

Nella giornata di mercoledì 6 aprile sono molte le prese di posizione dei politici contro la scelta di Heidelberg (Leggi qui). Dopo le parole del sindaco Giorgio Gori (Leggi qui), dei sindacati (leggi qui), dei deputati del Pd (Leggi qui), del centrodestra che siede in Consiglio Comunale (Leggi qui) e del consigliere regionale Dario Violi del Movimento 5 Stelle (Leggi qui) si aggiunge la posizione di Mario Barboni, consigliere regionale del Partito democratico: “Di fronte allo scenario tracciato dal gruppo tedesco Heidelberg Cement su Italcementi, la cui acquisizione formalmente terminerà a luglio, che prevede un impatto su circa 400 lavoratori su poco più di 600, si sono levate da più parti voci di critica e di protesta all’azienda e di sostegno ai lavoratori. Il consigliere Pd Mario Barboni che da novembre segue con apprensione e puntualità la vicenda dell’ex gruppo orobico ha dichiarato: “Essere acquisiti da uno dei grandi gruppi cementiferi mondiali e contribuire a farlo diventare addirittura secondo o primo gruppo mondiale e trovarsi come risposta 400 lavoratori in esubero penso che sia un risultato irricevibile – considera il consigliere regionale Pd – Lavoratori, istituzioni locali, Regione e Governo assieme si deve continuare a fare sinergia per evitare i tagli annunciati e continuare a chiedere con forza che quelle capacità di ricerca e innovazione particolarmente avanzate vengano ulteriormente valorizzate: depotenziare la struttura con 400 esuberi non va in questa direzione”.

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