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Gigi Parma, a un anno dall’incendio che gli è costato la vita il Maguire’s è in vendita fotogallery video

Gli inquirenti hanno ricostruito minuziosamente cosa accadde quella notte tra il 6 e il 7 aprile 2015. E a 12 mesi da quella notte che sconvolse gli abitanti dell'intera zona, lo storico locale è stato messo in vendita

Archiviazione per morte del reo. Si è chiusa in questo modo l’inchiesta del pubblico ministero Fabio Pelosi sull’esplosione di un anno fa all’interno del pub Maguire’s Pub di via Previtali, distrutto da un incendio provocato, secondo quanto stabilito dalle indagini, dal proprietario 48enne Gigi Parma, morto carbonizzato all’interno del locale.

L’obiettivo sarebbe stato incassare i soldi di un’assicurazione rinnovata solo un paio di settimane prima, per ripianare una situazione finanziaria pesantemente compromessa.

E a 12 mesi da quella notte che sconvolse gli abitanti dell’intera zona, lo storico locale di Bergamo è stato messo in vendita. Sulle vetrine d’ingresso, dalle quali si possono ancora vedere gli ingenti danni provocati dal rogo, sono stati infatti appesi alcuni cartelli con la scritta “vendesi” e “affitasi”.

A livello giuridico l’inchiesta si è chiusa lo scorso 12 luglio con l’archiviazione e la richiesta di fallimento della società, guidata dallo stesso Parma, per agevolare così le pratiche burocratiche.

Gli inquirenti hanno ricostruito minuziosamente cosa accadde quella notte tra il 6 e il 7 aprile 2015. Parma, come detto, aveva una situazione debitoria piuttosto grave. Secondo i dati in possesso del suo commercialista, aveva debiti che arrivavano fino a 500mila euro, la stessa cifra che avrebbe potuto ricevere dall’assicurazione appena rinnovata se il suo locale fosse andato distrutto anche da un grosso incendio. Avrebbe quindi studiato un piano  – quasi – perfetto.

Secondo la ricostruzione, Gigi Parma quel lunedì rimase al Maguire’s fino all’orario di chiusura, insieme al barista Sergio Moro e a un abituale cliente. Prima di andarsene, alle 3.15, stranamente porto con sé tutto il fondo cassa e dei pregiati sigari che solitamente lasciava all’interno del bar.

Quella notte, però, Gigi Parma non è tornato a casa in città Alta per coricarsi, ma per lasciare i tre cellulari e prendere le taniche di benzina e gasolio che aveva preparato in precedenza. Fece quindi ritorno in via Previtali, senza percorrere però la solita strada: non venne infatti ripreso dalla telecamere di sorveglianza cittadine.

Una volta tornato al Maguire’s sarebbe entrato dall’ingresso secondario e avrebbe sparso il liquido infiammabile per tutto il locale: circa 25 litri tra benzina e gasolio che hanno saturato l’ambiente e, alla prima scintilla, causato il fortissimo scoppio che ha devastato il pub e portato danni ingenti anche al primo piano della palazzina.

Parma, che aveva preparato il suo casco nero per fuggire a bordo del suo scooter parcheggiato a una trentina di metri, rimase travolto da quell’esplosione, più potente di quanto aveva previsto.

Venne trovato cadavere all’interno del pub, tra la cucina e la sala tavoli, con indosso un paio di guanti di lattice. Prima di morire intossicato cercò anche di togliersi i vestiti che indossava e che gli sono bruciati addosso.

Dopo l’esplosione sul posto accorsero alcuni ragazzi Mohamed Amin Karaoud, Nail Yahia, Mohsen Naim e Imad, che tentarono di mettere in salvo Parma.

Le immagini girate da uno di loro in quei drammatici (sono piuttosto forti):

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