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La Clinica Castelli si rinnova: Cup e una nuova ala da 5 piani con giardino fotogallery

Il nuovo Cup della Clinica Castelli sarà pronto il 18 aprile, la nuova ala della struttura entro il mese di giugno: il progetto di ampliamento ha richiesto un investimento da 6,3 milioni di euro.

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Da un lato di via Mazzini il nuovissimo Cup, che sarà attivato il prossimo 18 aprile ed è sorto nei locali ex Enel, dall’altro, alle spalle della struttura esistente, un cantiere che procede spedito verso la conclusione fissata per giugno 2016 ed ha trasformato un cortile inutilizzato e abbandonato in quella che sarà la nuova ala della Clinica Castelli: cinque piani all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e architettonico, capaci di ampliare spazi e servizi.

Cup Clinica Castelli

Un primo step di ampliamento che, come ha ricordato il diretto amministrativo Franco Salvioni, “viene dopo 15 anni passati a ristrutturare l’esistente e che ha richiesto un investimento complessivo di 6,3 milioni di euro più Iva, che per noi è al 95%“: ventisei ambulatori e 16 posti letto in più, un reparto di radiologia tutto nuovo e la grande novità del “Giardino d’inverno”, 200 metri quadri di verde e luminosità che favoriranno il recupero e “l’evasione” di degenti e parenti.

Il progetto architettonico, curato dallo studio di Roberto Panza, è stato realizzato dalla Ced Ingegneria di Luigi Mora: “Il Cup e la nuova ala della struttura – afferma Andrea Moltrasio, Presidente di Clinica Castelli – fanno parte di un piano d’investimenti che vede la famiglia, giunta alla terza generazione d’impresa, ed il management impegnati a perseguire l’obiettivo di una sanità privata a servizio del cittadino, rispettosa delle regole e del proprio ruolo, presente sul territorio e nel cuore della città. Clinica Castelli, grazie all’ampliamento degli spazi e dei servizi, è oggi ancora più capace di assumere un ruolo centrale nell’ambito dell’organizzazione della Sanità lombarda e nella rete delle strutture della città e della provincia”.

Importante rivoluzione quella del Cup che, godendo di uno spazio ad hoc, potrà gestire al meglio gli oltre 100mila ingressi l’anno e, come evidenzia il direttore generale Paolo Merla “garantire una migliore organizzazione dei servizi amministrativi separati da quelli sanitari”: l’attuale spazio diventerà, a lavori ultimati, un’area di transito e attesa per la Radiologia.

Ma grande importanza è stata assegnata al giardino d’inverno, una sorta di soggiorno coperto da una vetrata che lascia godere del cielo e del panorama di Città Alta, collegato direttamente col secondo piano dove sono presenti i degenti di Medicina, Ricoveri Temporanei e Subacuti, e dotato di un sistema di riscaldamento e raffreddamento in grado di renderlo estremamente confortevole in qualunque stagione.

Il giardino d’inverno si trova al secondo piano della nuova ala insieme alla degenza di area medica: al piano interrato, invece, trova posto la radiologia, a quello rialzato gli ambulatori, al terzo la degenza di area chirurgica, al quarto il blocco operatorio e in un secondo interrato la zona interamente tecnica dedicata all’impiantistica.

“La nuova disposizione degli ambienti – spiega Mario Castelli, Responsabile del Dipartimento dei Servizi Sanitari – permette la separazione dei percorsi riservati ai pazienti ricoverati e a quelli ambulatoriali, con sale d’aspetto dedicate a degenti e barelle, oltre che la realizzazione di aree esclusive per chi è in attesa di prestazioni radiologiche ed ecografiche”.

“La realizzazione di quest’opera – spiega Luigi Mora – è stata particolarmente impegnativa per i molteplici aspetti da gestire in parallelo durante lo sviluppo del progetto: un’architettura prestigiosa con componenti importanti e dettagli complessi; questioni energetiche e di comfort degli utenti; scelte tecniche progettuali; problemi amministrativi, tempistica serrata e spazi molto ridotti per la logistica di cantiere. Grazie al metodo di lavoro utilizzato, è stato possibile sviluppare parti del progetto esecutivo in parallelo con lo sviluppo di quello architettonico e sono state definite, già in fase preliminare, le esigenze principali del progetto esecutivo e quelle tecniche necessarie alla futura realizzazione dell’intervento. Molto importante è stato il rapporto aperto e costruttivo con i responsabili del procedimento dei Vigili del Fuoco, Comune di Bergamo ed ASL con cui sono stati affrontati gli aspetti di sicurezza, vivibilità degli ambienti ed inserimento dell’opera nel tessuto urbano, consentendoci di giungere a configurare al meglio il progetto finale”.

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