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Italcementi: 250 esuberi, 170 ri-allocamenti, sede e i.Lab restano a Bergamo

HeidelbergCement AG annuncia nel pomeriggio di martedì 5 aprile il progetto di riorganizzazione delle attività italiane di Italcementi Spa.

HeidelbergCement AG annuncia nel pomeriggio di martedì 5 aprile il progetto di riorganizzazione delle attività italiane di Italcementi Spa. Lo scorso 28 luglio 2015, HeidelbergCement ha siglato un accordo per l’acquisizione del 45% di Italcementi da Italmobiliare Spa, la holding della famiglia Pesenti che diventerà azionista significativo della nuova entità.

Il processo di integrazione, che è ancora in attesa dell’approvazione da parte delle autorità competenti (CE e FTC), entra ora in una nuova fase con l’annuncio della rivisitazione dell’organizzazione in Italia, che ha il doppio scopo di preservare la lunga tradizione industriale di Italcementi e della sua storia e, al tempo stesso, di procedere ad una razionalizzazione di alcune funzioni ed attività.

Il piano presentato a Bergamo da Bernd Scheifele, CEO di HeidelbergCement, prevede il mantenimento dell’intera struttura industriale in Italia e del brand Italcementi, in linea con le politiche del Gruppo di conservare le specifiche identità locali delle società controllate. Inoltre HeidelbergCement si avvarrà del management locale alla guida delle operazioni in Italia, rafforzando le competenze altamente qualificate di R&D che da sempre caratterizzano Italcementi. A tal fine, l’i.Lab di Bergamo – che rimarrà l’headquarter italiano – diventerà sede della divisione di R&D di prodotto di tutto il Gruppo.

Nell’ottica di razionalizzare l’operatività dell’organizzazione di tutto il Gruppo e conseguentemente alla scelta strategica di HeidelbergCement di non dotarsi di headquarter sub-regionali, alcune funzioni di staff ed amministrative verranno accentrate ad Heidelberg.

Nel dettaglio, il piano – da completarsi entro il 2020 – prevede la ri-allocazione in altre sedi all’interno del Gruppo per circa 170 persone. Eventuali esuberi a Bergamo – prevedibili tra le 230 e le 260 unità – verranno gestiti attraverso lo strumento della Cassa Integrazione, che non sarà ampliata rispetto ai numeri stabiliti dalla procedura già concordata da Italcementi con le competenti autorità. Inoltre, verranno negoziati con i sindacati specifici accordi di uscita anticipata.
Al termine del periodo di transizione, nel 2020, circa 210-250 persone rimarranno nella sede di Bergamo.

“Questo progetto permetterà l’integrazione di due dei leader globali del settore, che nella loro storia condividono una solida tradizione di cultura industriale, straordinarie capacità innovative e una forte leadership nei rispettivi mercati di riferimento” commenta Bernd Scheifele, CEO di HeidelbergCement. “In linea con il nostro motto ‘all business is local’ è per noi importante preservare la forza di Italcementi e le competenze professionali che ne hanno assicurato il successo in Italia e all’estero. Sono certo che riusciremo a raggiungere l’obiettivo dei 400 milioni di euro di sinergie, riportando alla redditività Italcementi attraverso miglioramenti della struttura operativa, snellimento organizzativo e sfruttando i vantaggi della nuova entità complessiva”.

L’intero iter di fusione per integrazione di Italcementi è sottoposto all’approvazione delle autorità competenti. Nella giornata di venerdì 1 aprile 2016 HeidelbergCement ha depositato presso la Commissione Europea il progetto di fusione.

Al fine di risolvere i potenziali problemi di concorrenza, HeidelbergCement proporrà alle autorità Antitrust la cessione degli asset in Belgio del gruppo italiano, che sono detenuti sostanzialmente da Compagnie des Ciments Belges S.A. (CCB). La cessione proposta eliminerebbe, in Belgio e nei Paesi Bassi, tutte le sovrapposizioni derivanti dall’integrazione dei due gruppi. A tal fine, il processo è già stato avviato ed è stato dato specifico mandato di gestione a BNP Paribas. Notevole interesse è già stato manifestato per l’acquisizione di tali attività. Il processo di cessione sarà realizzato nel quadro di un continuo confronto con i dipendenti e le parti sociali.

In sintesi

 L’integrazione condotta nel senso della continuità della storia di Italcementi: saranno mantenuti il network industriale e tutti gli impianti produttivi in Italia sotto la guida di management locale.
 La riorganizzazione della forza lavoro comporterà entro il 2020 un impatto di circa 400 persone sui circa 2500 dipendenti attuali
 Bergamo resta la sede italiana di Italcementi
 i.Lab diventa – a sua volta – la divisione R&D di prodotto dell’intero Gruppo originato dalla fusione.
 Il rilancio delle attività italiane, anche attraverso un processo di razionalizzazione delle funzioni centrali, segnerà il ritorno alla redditività di Italcementi.
 HeidelbergCement ha formalmente depositato presso la Commissione Europea il progetto di acquisizione di Italcementi per l’ottenimento dell’approvazione da parte delle autorità competenti.

 

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