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Federico Caffi: bene il dividendo Ubi, ora si punti alla banca unica

L'avvocato Federico Caffi è intervenuto sabato 2 aprile all'assemblea di Ubi Banca sul primo punto all'ordine del giorno: la proposta del dividendo agli azionisti.

L’avvocato Federico Caffi è intervenuto sabato 2 aprile all’assemblea di Ubi Banca sul primo punto all’ordine del giorno: la proposta del dividendo agli azionisti.
Ecco il suo intervento integrale.

In merito alla proposta di distribuzione del dividendo, prendo favorevolmente atto che lo stesso sia stato quantificato in 0,11 euro per azione. Tale somma risulta infatti essere più del doppio del dividendo proposto ed approvato negli anni 2012 e 2013, in costante progressivo incremento dal 2014.

Mi permetto di rilevare che coloro che non sono soddisfatti di questa proposta – forse perché rimasti all’entità del dividendo dell’anno 2008 [0.95 euro per azione] – non hanno ancora pienamente compreso che il mondo, soprattutto economico e finanziario, negli anni ultimi 8 anni è proporzionalmente cambiato in misura maggiore rispetto a quanto accaduto nei diversi decenni che hanno preceduto il 2008. E’ necessario smettere di parlare di un periodo di crisi, prendendo invece atto che stiamo vivendo e vivremo un mondo nuovo rispetto a quello che è stato sino ad 8 anni fa.

Anche al fine di permettere e – speriamo – incrementare nei prossimi anni l’importo del dividendo, considero opportuno che i futuri rappresentanti della nostra Banca, nel solco dei loro predecessori ed in linea con quanto detto dall’amministratore delegato nel corso della sua relazione introduttiva, perseguano una politica finalizzata ad ottenere una migliore funzionalità, operatività e redditività, accompagnata da una riduzione dei costi e delle spese e da un incremento della qualità delle prestazioni e dei servizi resi a beneficio dei clienti.

Lo strumento che può permettere ad UBI Banca di raggiungere questi obiettivi è la cd. Banca Unica, la quale – diversamente da quanto qualcuno crede – non determina necessariamente una riduzione delle capacità di servizio e/o di contatto sul territorio e tantomeno una perdita di identità delle singole strutture e di coloro che ci lavorano. In aggiunta la Banca Unica può addirittura permettere una maggiore valorizzazione delle professionalità operanti all’interno del Gruppo UBI Banca.

Questo processo di trasformazione o meglio di modernizzazione della struttura sono certo che non impedirà a coloro che gestiranno nei prossimi tre anni la nostra Banca di valutare attentamente e, se del caso, realizzare delle operazioni di carattere straordinario quale un’aggregazione con un’altra banca. Aggregazione che – se effettuata in modo attento e ponderato – non farà altro che portare un valore aggiunto a noi azionisti.

Concludo ringraziando per il proprio operato gli attuali componenti del Consiglio di Sorveglianza e del Consiglio di Gestione ed augurando buon lavoro ai futuri membri dei predetti Consigli.

Avvocato Federico Caffi

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