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Pop, rap e soul: Jain, il nuovo fenomeno musicale pronto a invadere le radio

Jain è una delle rivelazioni di quest’anno, un vero talento. Dopo l’incredibile successo ottenuto con il singolo “Come”, entrato in modo travolgente nella classifica dell’airplay radiofonico italiano (al 20° posto in una sola settimana) e con più di 9 milioni di streams su Spotify, Jain ci presenta il suo primo album intitolato “Zanaka”, disponibile anche in formato fisico a partire dal 15 aprile 1026.

24 anni, nata a Tolosa, seguendo la carriera militare del padre ha vissuto in paesi come Congo, Dubai e Abu Dhabi e questo ha influenzato la sua scrittura, le melodie ritmate che caratterizzano la sua musica.

Il suo percorso musicale ha avuto inizio in Africa e sempre qui è nato il nome d’arte Jain. “Rimasi colpita dalla frase: ‘non essere deluso se perdi e non essere orgoglioso se vinci’ – racconta -. E’ una citazione presa dalla religione jainista e da qui ho scelto di chiamarmi Jain, lo trovo molto bello, suona bene e questa frase mi ha aiutato a capire che non avevo nulla da perdere mostrando alle persone quello che facevo”.

Jain suona la batteria e le percussioni arabe e medio orientali, la sua musica è nata dalla fusione di molte influenze. Cresciuta ascoltando la musica dei suoi genitori: Janis Joplin, Otis Redding, Miriam Makeba, Fela Kuti, Bob Marley, The Beatles oltre a Nina Simone, Ella Fitzgerald.

Crescendo sente il bisogno di avvicinarsi anche all’altra sfera del mondo “black”, inizia ad ascoltare hip-hop, rap e soul: Wu Tang Clan, The Fugees, Method Man, Tupak, Eminem e anche molti cantanti africani, tra i quali Salif Keita, Oumou Sangare.

È durante la sua permanenza in Congo che Jain inizia a comporre brani, grazie anche all’aiuto di Mr. Flash (personaggio misterioso) che lo spinge a pubblicarli sul suo account MySpace. In poco tempo la sua musica inizia a girare il mondo, ma è la Francia il paese in cui Jain ha maggior successo, vuoi anche per la mistura perfetta dei vari generi afro con l’urban-music più attuale, tanto da essere oggetto di una vera e propria “asta” tra vari cultori del genere.

Tra le varie proposte che Jain riceve, due attirano la sua attenzione, quelle di Dready (attuale suo manager) e di Yodelice (pluripremiato cantautore francese). I tre cominciano a lavorare insieme e ben presto la carriera di Jain inizia a delinearsi ed a prendere una nuova direzione. La Francia diventa la sua nuova casa.

Arrivata a Parigi, Jain sente il bisogno di continuare la sua formazione artistica iscrivendosi ad una scuola d’arte moderna. Contemporaneamente compone e canta. La sua musica diventa sempre più ricca di contaminazioni e ormai il suo destino è segnato.

Nel 2013 Yodelice le chiede di aprire i concerti del suo trionfale tour. La porta a Taratata (storica trasmissione televisiva che ha lanciato in Francia centinaia di star, anche internazionali) e ne diventa ufficialmente il produttore artistico.

“Hope” è il titolo del suo primo EP che ottiene discreti risultati sia in Francia sia in Polonia. Da quel momento JAIN inizierà a calcare il palco d’importanti festival come il Solidays, il BIG Festival (Biarritz International Groove) a Biarritz e il Bebop Festival.

Questo suo primo album, uscito in Francia il 6 Novembre 2015, dal titolo “Zanaka” (che significa “figlio” in malgascio, in omaggio a sua madre che è franco-malgascia) viene certificato disco d’oro a febbraio 2016 per aver venduto oltre 50.000 copie. Nel 2016, è uno dei candidati per un Grammy nella categoria “album rivelazione”.

Le storie raccontate da Jain in “Zanaka”, sono cariche di ottimismo, è un disco solare che parla di relazioni interpersonali. “Vivere da emigrato significa girare molto, perdere molto, incontrare tante persone e lasciarne altrettante. Questi sono i temi di questo album” dichiara Jain.

 

Queste le dieci canzoni dell’album “Zanaka”:

COME – E’ stata scritta in Congo, nel brano l’artista si rivolge ai suoi amici che hanno lasciato questo paese, una sorta di richiesta “tornate da me”.

HEADS UP – Il brano parla di speranza, come molte altre canzoni dell’album, uno dei primi pezzi che l’artista francese ha composto quando è tornata a Parigi.

Mr JOHNSON – Nel testo si parla di coloro non hanno più spazio per se stessi.

LIL MAMA – Scritta in Giamaica con Don Corleon.

HOPE – Un titolo che si addice a quest’album pieno di ottimismo, uno dei brani più recenti composti al ritorno a Parigi.

ALL MY DAYS JAIN – L’ha scritta innanzitutto per rassicurarsi, per dire a se stessa che anche se con la musica non dovesse funzionare poco importerebbe, lei ci proverebbe sempre.

HOB – Brano scritto in Congo e dedicato alle amiche.

MAKEBA – Il testo parla di Miriam Makeba, un’ispirazione per JAIN un amore per la sua voce e il suo carisma.

YOU CAN BLAME ME – Racconta di un tradimento, un tema piuttosto comune che l’artista francese ha voluto affrontare.

SO PEACEFUL – Il Congo ha dato i natali a questa canzone. Era una bella giornata e JAIN compose questo brano in taxi.

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