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Mercato ortofrutticolo aperto al mattino invece che la notte? “Sarebbe caos viabilità”

La volontà di Fedagro-Confcommercio di spostare le contrattazioni dei mercati ortofrutticoli dalla notte al mattino metterebbe in difficoltà Bergamo: tra i produttori possibilisti e quelli conservatori c'è da tenere conto anche del problema viabilità.

L’iniziativa del gruppo Giovani di Fedagro-Confcommercio di posticipare le contrattazioni dei mercati ortofrutticoli dalla notte al mattino sta facendo discutere un intero settore che si troverebbe di fronte a un cambiamento epocale.

Cambiamento che coinvolgerebbe inevitabilmente tutta la filiera, dai produttori alla distribuzione: la discussione a livello nazionale non si è ancora aperta ma a Bergamo si stanno già facendo i conti, cercando di tirare le somme tra pro e contro.

“E’ un tema che richiede un attento confronto tra tutte le parti – commenta il presidente del Consorzio Operatori Mercato Ortofrutticolo di Bergamo Carlo Garletti – Si tratta di un processo che richiederà anni e che a mio avviso deve essere supportato da numeri e ricerche di mercato, perchè il solo entusiasmo non basta. Un sondaggio tra i destinatari potrebbe metterci di fronte alle loro necessità: noi siamo qui per crescere ma non vogliamo certo creare disservizi”.

Nello specifico di Bergamo, infatti, lo spostamento delle contrattazioni in orario diurno creerebbe non pochi problemi dal punto di vista della logistica e della viabilità: un mercato ortofrutticolo nel centro cittadino, come quello orobico, che movimenta un centinaio di mezzi pesanti ogni giorno porterebbe al congestionamento della zona, di per sé già parecchio trafficata nelle ore di punta mattutine.

“Non lavoriamo di notte per masochismo – sottolinea Garletti – ma perchè in altri momenti è difficile: siamo a quattro chilometri dal centro cittadino, in orari considerati ‘lavorativi’ creeremmo delle disfunzioni. Tanti altri che sorgono vicino ai caselli autostradali non avvertono questo tipo di problema: per questo deve essere una decisione ben ponderata e non imposta dall’alto indiscriminatamente. È riduttivo pensare che cambiando l’orario di contrattazione si risolvano tutti i problemi della filiera: tutti vorrebbero migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro ma questa non è un’evoluzione matematica”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, quella della cautela, si piazza anche Andrea Chiodi, amministratore delegato di Bergamo Mercati Andrea Chiodi: “Per come è posizionata, la struttura non permette di pensare a un cambiamento d’orario – evidenzia – Si verrebbe a creare un grande caos a livello di viabilità e anche la freschezza dei prodotti e l’organizzazione del lavoro ne risentirebbero: deve essere una decisione condivisa almeno a livello lombardo, e per essere chiari se non lo fa Milano è impossibile pensare a stravolgimenti in altri lidi. A mio avviso tra gli operatori del mercato prevalgono i conservatori ma ci sono anche tanti possibilisti che però vorrebbero capire come si evolve la situazione. A livello organizzativo la contrattazione notturna consente di avere poi tutta la giornata per rendersi conto di eventuali eccedenze e di necessità: valutazioni che con lo spostamento giornaliero si posticiperebbero fino a sera, con l’impossibilità di avere nuovo prodotto fresco per il giorno seguente”.

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