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Il 2 aprile, convegno sulle malattie dei reni a Ranica

L'incontro si terrà il 2 Aprile al l Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” di Ranica. Interverranno ostetrici, neonatologi e nefrologi fra i più in vista dell’Europa e degli Stati Uniti.

Tra le infinite caratteristiche che rendono ogni essere umano diverso dagli altri, una poco nota ha a che vedere con la funzione dei reni. Questi organi funzionano grazie al lavoro di migliaia e migliaia di minuscoli filtri, i nefroni. Ciascun individuo nasce con un certo numero di questi nefroni: convenzionalmente si dice che ce n’è circa un milione per ogni rene. Nella realtà non sappiamo bene quanti ne abbiamo e molto probabilmente ciascuno ne ha un numero diverso.

Lo sviluppo dei nefroni avviene durante la vita nell’utero, soprattutto nel terzo trimestre della gravidanza. E’ in questo periodo che si raggiunge il numero massimo di nefroni, dopo la nascita non se ne formeranno più di nuovi. Tutte le malattie renali croniche sono caratterizzate da una perdita progressiva del numero di nefroni funzionanti. Alcune malattie perdono nefroni in fretta (e quindi portano presto alla dialisi), altre più lentamente.

Il solo fatto di invecchiare determina la riduzione del numero di nefroni.

Dunque crescere bene nell’utero della mamma e fino al compimento del termine costituisce un elemento importante per assicurare la salute dei reni per il resto della vita.

La qualità e la quantità di nutrienti che il feto riceve, l’esposizione a sostanze tossiche o inquinanti, o a farmaci, la salute complessiva della madre durante la gravidanza: tutti questi elementi determinano la dotazione di nefroni del neonato.

Negli ultimi anni molte ricerche hanno messo in luce in modo evidente che nascere prematuramente, o con un basso peso alla nascita, indice di uno scarso accrescimento fetale, sono fattori di rischio per malattie renali croniche. I bambini che nascono prematuri, o sotto peso per la loro età gestazionale, hanno quindi un numero inferiore di questi nefroni rispetto a quelli che nascono a termine e del peso giusto. Avere meno nefroni fin dalla nascita favorisce lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa, della perdita di proteine nelle urine (un segno di danno renale) e di una disfunzione renale in età adulta.

Nei paesi poveri la malnutrizione della mamma in gravidanza è la causa più importante di prematurità e quindi costituisce il fattore di rischio più importante per la salute futura dei reni dei neonati. Nei paesi ricchi, la prematurità può avere altre cause. Per esempio, la gravidanza plurigemmellare, frutto della fecondazione assistita, può dare alla luce bambini che nascono prematuri o piccoli per l’età gestazionale. I neonatologi sono diventati bravi a far vivere neonati anche piccolissimi. Inevitabilmente però questi bimbi saranno esposti a terapie – ad esempio antibiotici – che possono risultare nocivi per la salute dei loro reni, i quali per altro potranno avere una dotazione inferiore di nefroni, che come abbiamo visto è un fattore di rischio per future malattie renali. Tutto questo si può evitare se uno considera bene il problema e interviene per tempo.

A questi temi è dedicato un convegno che si terrà il 2 Aprile presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” a Ranica. Interverranno ostetrici, neonatologi e nefrologi fra i più in vista dell’Europa e degli Stati Uniti per discuterne ma soprattutto per tracciare le basi di un documento comune che sarà pubblicato presto così da mettere a disposizione di tutti, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità,  le conoscenze che servono per affrontare ancor prima della gravidanza ma anche durante e nel periodo post-natale questo problema. Che è già e sarà sempre di più una delle sfide mediche da vincere per il futuro dell’umanità.

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