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Orio, foto di “Hitler curdo” sul telefono: siriano condannato a 2 anni e 4 mesi

Il giorno dell'attentato terroristico a Bruxelles era stato trovato in possesso di un passaporto e una carta d'identità romene falsi

E’ stato condannato a 2 anni e 4 mesi A. H., 37enne siriano di etnia curda arrestato il giorno dell’attentato terroristico a Bruxelles all’aeroporto di Orio al Serio. L’uomo era stato trovato in possesso di un passaporto e una carta d’identità romene falsi.

Sul suo telefono cellulare gli agenti hanno trovato numerose utenze telefoniche straniere, ma nessun accenno al Califfato e all’Isis. Oltre a due strane fotografie: una con la parodia di Hitler, vestito da curdo e con dietro uno stuolo di militari con bandiere e svastiche e la scritta, in arabo, “Viva Hitler”; un’altra invece con la parodia di Che Guevara.

Ma è stata soprattutto la versione fornita dal 37enne, piuttosto contrariato in Aula, sulla fuga dalla Siria che non ha convinto il giudice. Il 37enne ha raccontato di essere arrivato dalla Siria passando da Grecia, Serbia, Ungheria, Macedonia e Austria e di aver viaggiato a piedi, in taxi e in pullman. Da Vienna è arrivato in treno a Milano, dove lo aspettava un amico, e da qui a Orio al Serio, dove è finito in manette.

Ha aggiunto che voleva tornare a riprendere i figli, di 2, 6 e 8 anni, di cui uno malato, e la moglie, in Macedonia. Non sa bene dove. Sostiene di aver dato 4mila euro a un taxista perché li portasse in Italia, ma non li ha visti arrivare. In tutto ne ha spesi 12mila, includendo anche il proprio viaggio. Ha rivelato, infine, che ai siriani di etnia curda in Siria non viene rilasciato nessun documento d’identità.

Mercoledì 30 marzo il giudice Vito Di Vita lo ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere, anche se l’uomo è incensurato, ritenendo la sua versione poco credibile e per aver tentato di nascondere la sua vera identità.

Il suo avvocato Barbara Bruni ha chiesto la revoca della custodia nella casa circondariale di Bergamo: il giudice si è riservato la decisione.

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