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La “classe scomposta” sale in cattedra al Lussana fotogallery

Non solo conoscenze ma anche competenze. Sui banchi del Liceo Lussana prende posto la "classe scomposta" che si spalanca alla sperimentazione dell’uso delle tecnologie digitali nella formazione delle nuove generazioni.

Non solo conoscenze ma anche competenze. Sui banchi del Liceo Lussana prende posto la “classe scomposta” che si spalanca alla sperimentazione dell’uso delle tecnologie digitali nella formazione delle nuove generazioni.

Lussana

“Il Lussana da sempre è un avamposto per la sperimentazione sull’uso delle nuove tecnologie, guardata anche a livello nazionale, perché rivoluziona il metodo di insegnamento. Tanto più oggi quando servono sì conoscenze, ma soprattutto competenze – afferma Giorgio Gori, sindaco di Bergamo presente all’inaugurazione degli spazi -. Il modello della lezione frontale è rinnovato con l’idea della classe scomposta e di ambienti che mi ricordano quelli di aziende come Apple, Google. Mi auguro sia un’esperienza che contamini anche le altre scuole cittadine”.

Fra un mese si replicherà nella scuola secondaria Nullo e nella primaria Valli, dove “saranno pronte aule con sedute morbide e attrezzature digitali – aggiunge l’assessore all’Istruzione Loredana Poli -. Lavorare sugli ambienti scolastici è un terreno fertile per riflettere su come si sta a scuola e sul metodo di apprendimento”.

A fare da padrona di casa, in una scuola che cerca sempre più di assomigliare ad un’abitazione, è la professoressa Dianora Bardi dell’associazione Impara digitale, che forma gli insegnanti all’uso delle nuove tecnologie funzionali alla didattica.

Il Lussana, con già 18 classi che svolgono attività didattica attraverso l’uso del tablet, cablato in fibra ottica e coperto da wifi, ha mostrato un altro tassello della sua lunga storia.

“Questa scuola ha nel suo dna l’innovazione, partita negli anni Settanta – dichiara il preside Gualtiero Beolchi -. Grazie a 50 mila euro ricevuti dalla Regione Lombardia, come premio per il progetto Generazione web, abbiamo ristrutturato alcuni ambienti pensando alla didattica, allo spazio e alla tecnologia funzionale all’insegnamento. Così quello che una volta era uno degli ingressi della scuola adesso è un salotto aperto agli studenti per studiare, incontrarsi e alla cittadinanza, se volesse usarlo per degli incontri”.

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