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Effettobibbia, il Rotolo di Ester esposto alla Biblioteca Mai

Sabato 2 aprile 2016 alle 11 verrà inaugurata la mostra “Il Rotolo di Ester figurato della Biblioteca Civica Angelo Mai, fine sec. XVII”, esposizione promossa in collaborazione con il Comitato per la Cultura Biblica di Bergamo, nell’ambito della VIII Edizione di “Effettobibbia”: Cambiare la storia: il libro di Ester.

Sabato 2 aprile 2016 alle 11 verrà inaugurata la mostra “Il Rotolo di Ester figurato della Biblioteca Civica Angelo Mai, fine sec. XVII”, esposizione promossa in collaborazione con il Comitato per la Cultura Biblica di Bergamo, nell’ambito della VIII Edizione di “Effettobibbia”: Cambiare la storia: il libro di Ester.

Il prezioso manoscritto, insieme ad altre edizioni della Bibbia, rimarrà esposto presso l’Atrio Scamozziano della Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo fino al 23 aprile e sarà visibile durante gli orari di apertura della Biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 17.30 e il sabato dalle 9 alle 13).

Il Libro di Ester è un testo biblico che racconta la storia di una coraggiosa fanciulla ebrea che, ai tempi del re persiano Assuero, riuscì, insieme al cugino Mardocheo, a sventare il complotto che Haman, un ministro di corte, aveva ordito per sterminare il popolo ebraico. Questo libro fu letto in seguito come una parabola della vita degli ebrei in esilio e ha dato origine alla festa ebraica di Purim, che il 14 del mese ebraico di Adar (febbraio-marzo), tra preghiere, canti e banchetti, commemora la salvezza del popolo ebraico dal malefico progetto di Haman e celebra questo felice ribaltamento delle sorti. La parola Purim, infatti, significa ‘sorti’, e allude alle ‘sorti’ che Haman trasse (Est. 3:7) per individuare il mese dell’anno nel quale avrebbe messo in atto il suo spregevole piano. Tirando le ‘sorti’, Haman si convinse che il mese di Adar gli sarebbe stato favorevole; ma la storia decise diversamente.

Tra gli usi di Purim vi è il precetto di leggere il Rotolo di Ester, Meghillat-Ester in ebraico, nella sua interezza. Per rendere comprensibile il testo in lingua originale a tutti i membri di una comunità si cominciò, sin dal Medioevo, a tradurre il racconto biblico nelle varie lingue e si instaurò l’uso di leggere queste ‘parafrasi’ durante il banchetto di Purim.

Presto queste traduzioni divennero autentici rimaneggiamenti letterari della storia di Ester finalizzati alla trasmissione del messaggio che questo racconto porta con sé: celebrare la gioia per lo scampato pericolo e ricordare che, grazie alla volontà divina, la salvezza è sempre possibile nella storia. Secondo tradizione, la Meghillat-Ester composta per essere letta nella ricorrenza festiva di Purim, deve possedere determinati requisiti: presentarsi in forma di rotolo di pergamena, contenere solo il Libro di Ester ed essere scritta a mano.
Accanto alle caratteristiche stabilite dalla tradizione, ve ne sono altre che dipendono dall’iniziativa individuale o dalla moda dell’epoca; tra queste vi è anche l’uso dell’elemento decorativo che, sulla base delle attestazioni a noi note, è documentato a partire dal XVII secolo, epoca a cui risale anche l’esemplare esposto, posseduto dalla Biblioteca sin dalla metà dell’Ottocento.

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