BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Alan Walker, il 18enne norvegese che sta facendo ballare il mondo con i social

Si chiamerà “The beautiful ones” e sarà curata da Massimiliano “Max” Moroldo (leggi l’intervista QUA) in persona. E’ la nuova rubrica tutta musicale che oggi lanciamo al nostro pubblico e che ci porterà alla scoperta dei fenomeni dei giorni nostri, quelli che ci fanno ballare ogni settimana o che, molto più semplicemente, regalano i classici tormentoni alle radio.

Con “The beautiful ones” faremo un vero e proprio viaggio nella musica internazionale, ovviamente appoggiandoci a quei social network che tanto amiamo.

 

Gianni, un ragazzo italiano che vive (di musica) a Bergen, in Norvegia, alla fine di novembre mi scrisse “tra poco arriverà un nuovo ‘Kygo’, sempre da Bergen. Ha 18 anni, è il compagno di classe del cugino della mia fidanzata. Ha fatto un successo con un singolo strumentale messo in rete tramite la label NoCopyright Sounds – una sorta di etichetta che in teoria non lucra sulla musica e da la possibilità a tutti di usare i brani ‘free’ – ha ricevuto quasi 40 milioni di views. Ora lo stesso brano è uscito con una versione vocale bellissima”.

Quello che allora era un semplice 18enne con un sogno nel cassetto oggi è un produttore di successo: Alan Walker.

Alan, inglese d’origine che all’età di due anni con la famiglia si è spostato in Norvegia, è cresciuto – anche musicalmente – nell’era digitale dove la componente elettronica è fortissima. Da subito ha dimostrato interesse per i computer, la programmazione e il graphic design.

Nel 2012 ha iniziato, inconsapevolmente, la sua carriera di produttore grazie all’aiuto (online) di un suo amico e del suo immancabile lap-top.

Nell’agosto del 2014 realizza “Fade” che ha guadagnato l’attenzione dei più dopo la sua pubblicazione su YouTube, ottenendo poi un contratto con l’etichetta NoCopyrightSounds. Fondamentale per la viralità del brano, la decisione di lasciare la possibilità agli utenti di utilizzare “Fade” come colonna sonora dei propri video (cosiddetti UGC), così come quella di metterla a disposizione dei vari “gamers”.

“Fade”, che è la versione strumentale dell’attuale “Faded”, è stato seguito nel 2015 da altri due singoli “Spectre” e “Force”, scritti e prodotti dallo stesso Walker e Vlady Bedi.

Il 4 dicembre 2015, “Faded” – con la splendida voce femminile di Iselin Solheim (25 anni di Naustdal, Norvegia) – viene pubblicato dalla label indipendente MER Musikk, distribuita dalla Sony Norway, ed è subito successo: primo posto nelle classifiche di vendite in Norvegia, Finlandia, Svezia e podio anche in Danimarca. Fioccano anche i primi riconoscimenti (quattro dischi di platino in Svezia, due in Norvegia, uno in Danimarca) e il progetto varca i confini scandinavi.

Germania (primo), Inghilterra (decimo), Australia e Nuova Zelanda (primo e disco d’oro) i primi territori dove viene esportato e pubblicato. Seguono a ruota Italia e Francia.

Oltre 174.000.000 di ascolti solo su Spotify (Alan Walker – Faded – bergamonews on Spotify) e più di 85.000.000 le visualizzazioni del video su YouTube (youtu.be/Faded). Questi sono solo alcuni dei numeri da capogiro ottenuti da questo splendido brano, erroneamente catalogato come EDM, che unisce l’elettronica al pop, grazie alla sua linea melodica, realizzata seguendo quelle che sono le basi della (perfetta) scuola autorale scandinava (tra i migliori “songwriters” al mondo): semplicità ed immediatezza, sia nel testo (che deve essere “cantabile”) sia nella parte musicale che, da subito, deve essere riconoscibile e orecchiabile.

Grazie anche a questo, il brano di Alan Walker, nei mesi scorsi ha iniziato la sua scalata anche in Italia dove, proprio in queste ultimissime settimane, ha raggiunto il primo posto nella classifica di vendita ufficiale dei singoli, il primo posto di iTunes, è entrato nella Top Ten dei dischi più trasmessi dalle radio italiane e soprattutto è diventato disco di platino!

Quello di Alan non è il primo sogno del genere che si realizza: un collega e quasi coetaneo, anch’egli inglese dal nome Bruce Fielder (noto ai più con il nome “italiano” di Sigala), ha creato nella sua cameretta quello che da molti è stato considerato il disco pop-dance del 2015, il brano “Easy Love” – con il campione di “ABC” dei The Jackson 5 – che ha conquistato (in sole due settimane) la vetta di una delle classifiche di vendita più ambite al mondo, quella inglese, per poi conquistare platee ben più vaste.

Due casi in cui l’uso corretto del web e dei social ha portato a grandi risultati, regalandoci ottima musica.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.