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La Sacra Spina fiorisce, campane a festa a San Giovanni Bianco: “E’ miracolo” come nel 1932

Trepidazione, attesa e gioia: la Sacra Spina di San Giovanni Bianco si sarebbe tinta di un rosso più acceso. Il miracolo tanto atteso si sarebbe rinnovato nella sera della domenica di Pasqua.

Trepidazione, attesa e gioia: la Sacra Spina di San Giovanni Bianco è “fiorita”. Il miracolo tanto atteso si sarebbe rinnovato nella sera della domenica di Pasqua.

La conferma arriva dalla Chiesa di Bergamo (leggi qui il messaggio del Vescovo Francesco Beschi). Nella sera della domenica di Pasqua la reliquia è stata osservata per oltre due ore e sono stati chiamati alcuni componenti di una commissione speciale. Verso le 22,30 la reliquia è stata riposta e con ordine perentorio si è ordinato di lasciare sgombra la chiesa entro le 23 senza alcun commento a quanto osservato. Da quanto emerge sulla piccola spina sarebbero spuntate piccole gemme e la stessa si sarebbe colorata di rosso vermiglio.

Sulla pagina Facebook di “Sei di San Giovanni se…” si sono riversati i commenti che si raccolgono in queste ore in paese.
L’importanza di questo fenomeno, se non si vuole attribuirlo a miracolo, trova una singolare coincidenza in altre diocesi dove si venerano altre “sacre spine” attribuite alla venerazione popolare alla croce di Cristo. Quando il Venerdì Santo coincide con il 25 marzo, festa dell’Annunciazione (l’Angelo annuncia a Maria la nascita di Gesù, nove mesi esatti prima di Natale, quindi l’annunciazione della nascita e la morte di Cristo coincidono con lo stesso giorno) la sacra spina di colora di un rosso più acceso. La prossima sovrapposizione di Venerdì Santo e Annunciazione del Signore sarà nel 2157.

Se a San Giovanni Bianco è festa anche un’altra città è in festa. monsignor Raffaele Calabro, già vescovo di Andria, ha ammesso durante l’omelia del Venerdì Santo celebrata nella cattedrale di Andria dove si trova la Sacra Spina ha affermato: “Ho il piacere di annunciare a voi tutti in maniera solenne che il miracolo ha avuto inizio”. Il prodigio ad Andria ha avuto inizio tra le 16.10 e le 17.10 di venerdì, in quest’ultima occasione – è scritto nel verbale – “si sono rilevate a occhio nudo una seconda gemma, posta all’apice della Spina, e una terza gemma, posta 4/5 millimetri sotto la prima; ancora più verso la base della Spina, il residuo del precedente prodigio dell’anno 2005 è sembrato rifiorire”. Intanto si registra una grande folla di fedeli anche nella Basilica di San Nicola di Bari dove è custodito un altro prezioso reperto della corona di Cristo.
Le Sacre Spine sparse nel mondo sono moltissime, altre presenti e venerate in Italia, per esempio in Abruzzo si trovano a L’Aquila, a Sulmona, a Lanciano e a Vasto.

LA SACRA SPINA A SAN GIOVANNI BIANCO
La presenza della Sacra Spina a San Giovanni Bianco si fa risalire al 1495 quando Vistallo Zignoni, appartenente a una delle più importanti famiglie della Valle Brembana, donò alla chiesa la reliquia che la devozione vuole sia appartenuta alla corona della passione di Gesù Cristo. Zignoni, bandito dalla Repubblica Veneta per un omicidio commesso in gioventù, si era arruolato come balestriere nell’esercito del marchese di Mantova Francesco Gonzaga.

Il 6 luglio 1495 Zignoni, a capo di un drappello di balestrieri, prese parte alla battaglia di Fornovo sul Taro combattuta dalle truppe delle città italiane contro il re di Francia Carlo VIII. Nello scontro a Fornovo, approfittando della confusione del combattimento, Vistallo Zignoni e i suoi soldati penetrarono nell’accampamento del re di Francia, fecero prigioniero un valletto della corte e si impadronirono di un ingente bottino.
Nella spartizione del bottino, Zignoni si trovò per le mani un cofanetto contenente un prezioso reliquiario dove erano allineate tutta una serie di reliquie della passione di Cristo, tra cui un pezzo della corona di spine. Zignoni comprese il valore di quelle reliquie e le usò come mezzo di scambio per farsi togliere il bando subito dalla Repubblica di Venezia. Il bando per omicidio non gli fu condonato, ma solamente sospeso per cento anni. Vistallo Zignoni donò una Sacra Spina alla parrocchia di San Giovanni Bianco e nei registri della parrocchia si conferma la presenza già agli inizi del Cinquecento in seguito alle visite pastorali del vescovo.

IL PRECEDENTE 84 ANNI FA
Nel 1932 la reliquia di San Giovanni Bianco – così come altre spine custodite in Italia – si macchiò di rosso sangue e spuntarono piccole gemme. Un miracolo proclamato dall’allora vescovo di Bergamo Luigi Maria Marelli e, successivamente, nella giornata del ringraziamento, anche dal futuro Papa Giovanni XXIII.

Nel 2005 la commissione voluta dall’allora vescovo Roberto Amadei non dichiarò alcun fenomeno prodigioso, mentre ad Andria si ebbe la “fioritura”. Anche se diverse testimonianze autorevoli (tra cui due sacerdoti, un chirurgo) che ebbero modo di visionare da molto vicino la reliquia di San Giovanni Bianco, affermarono di aver notato delle coloriture più vivaci. Testimonianze riportate nel libro sulla reliquia pubblicato due anni fa dallo storico monsignor Goffredo Zanchi.

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