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Smart manufacturing, la fabbrica del futuro è già qui fotogallery

Al via il ciclo di incontri pensato dai Giovani di Confindustria Bergamo per mettere a fuoco le opportunità concrete per le imprese.

E’ una rivoluzione strisciante, silenziosa, ma sta cambiando la modalità di fare impresa di piccole e grandi realtà. E’ la smart manufacturing, o Industria 4.0 secondo altre definizioni, che sarà il filo conduttore di una serie di incontri “tips” cioè in formato pillola, della durata di 60 minuti, organizzati dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo. L’innovazione digitale nei processi dell’industria rappresenta infatti la chiave per la competitività del comparto manifatturiero del futuro e anche le imprese italiane hanno cominciato a investire in tecnologie per la gestione avanzata dei dati, in sistemi di produzione automatizzati, in nuove interfacce uomo/macchina come nel film di fantascienza Avatar, o nella stampa 3D.

“Non stiamo parlando di qualcosa di futuribile, ma di qualcosa che già c’è e che molte industrie già applicano” ha spiegato Marco Taisch, docente del Politecnico di Milano, fra i relatori del primo incontro. “Anzi – ha aggiunto – spesso ho la sensazione che su questo ambito siamo più avanzati di quanto pensiamo”. L’importante è sgombrare il campo da timori o diffidenze: non si tratta di sistemi gestionali vecchio stile, massicci e complessi, che richiedevano investimenti dal ritorno difficilmente quantificabile, ma di innovazioni che si possono far partire anche a “macchia di leopardo”, che possono avere carattere incrementale e non per forza radicale, che sono alla portata delle piccole realtà . “Fra le note positive – ha sottolineato il docente – c’è proprio il ritorno della centralità della manifattura, cuore del cambiamento e vero baluardo in questi anni di crisi”.

Tutto bene quindi? “Il rischio di rimanere indietro c’è, perché le grandi aziende questa strada l’hanno già intrapresa e le altre rischiano di essere tagliate completamente fuori se resteranno sorde al cambiamento. Un esempio? La posta elettronica che ha mutato in modo così radicale i rapporti fra le imprese è già pronta per essere archiviata. Per questo anche la politica deve fare la sua parte per sostenere e promuovere percorsi innovativi”.

Cultura dell’innovazione, apertura al nuovo, conoscenza, consapevolezza, valorizzazione dei talenti sono ingredienti fondamentali di processi che vanno accompagnati e che rappresentano una sfida importante per le imprese. Ne sono convinti Marco Manzoni e Gianmarco Lanza, rispettivamente presidente e vice-presidente del Gruppo Giovani, che hanno sottolineato la volontà di proseguire in un percorso di riflessione e approfondimento che metta a fuoco anche le opportunità concrete per le pmi.

“L’aggregazione è una risposta ai problemi di budget delle pmi” ha ricordato Stefano Ierace, del Consorzio per la ricerca precompetitiva Intellimech, che sta sviluppando diverse applicazioni in ambito smart manufacturing sia di processo che di prodotto.

Sostegno e stimoli vengono anche direttamente da Confindustria Bergamo, come ha spiegato Mauro Sampellegrini, dell’Area innovazione, che ha confermato la presenza sul territorio di aziende molto avanzate, ma al tempo stesso ha insistito sulla necessità di raggiungere una più complessiva consapevolezza dell’importanza dei cambiamenti in atto perché “con la smart manufacturing si può prevenire il mercato e si entra in nuovi mercati”. Fondamentale, ha aggiunto, è saper tutelare l’innovazione, anche incrementale.

C’è chi, come Giulio Guadalupi, imprenditore e socio Afil, Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, ha deciso di investire tempo non solo per promuovere l’innovazione nella sua impresa, la Vin Service, ma anche per favorire la diffusione delle innovazioni. “Afil Lombardia – ha spiegato – collega imprese, università, enti di ricerca e associazioni con l’obiettivo di creare una comunità stabile per promuovere progetti e iniziative di ricerca ed essere soggetto di riferimento della Regione per la definizione delle strategie di ricerca e innovazione nel manifatturiero. Fra i temi di miglioramento individuati c’è quello della produzione personalizzata, in cui io sono attivo”.

Un esempio concreto è il processo avviato in Vin Service, partito con gli stimoli della lean production, produzione snella, per giungere ora al progetto Bussola, completato e ampliato con il supporto di Università e Intellimech, che si concretizza in un tablet interattivo che aiuta l’operatore a monitorare la produttività e a condividere le innovazioni e i suggerimenti. “Il progetto – ha spiegato – è nato in pochi mesi, con costi contenuti e la prospettiva di molti risparmi. Il mio invito è: cominciate a fare senza troppi timori”.

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