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Ospedale di Treviglio: le addette alla pulizia protestano per gli stipendi in ritardo foto

All'ospedale di Treviglio le addette alla pulizia protestano per stipendi in ritardo e per la scarsità degli strumenti e dei prodotti a disposizione: “Lo standard igienico è sempre stato garantito solo grazie alla buona volontà delle lavoratrici”.

Ritardi nei pagamenti e carenza dei materiali necessari per lavorare: le addette alle pulizie dell’Ospedale di Treviglio sono in protesta. Nell’assemblea-presidio, che si è svolta nella mattinata di venerdì 25 marzo davanti all’ingresso del nosocomio trevigliese, alcune delle dipendenti della Tkv, la cooperativa che ha in appalto le pulizie all’interno della struttura ospedaliera, hanno presidiato il piazzale affinchè venisse posta una lente d’ingrandimento sulle problematiche che riguardano circa una sessantina di lavoratrici.

“Quello del ritardo dei pagamenti – ha spiegato Aronne Mangili della Filcams Cgil di Bergamo – è un problema cronico: se prima i ritardi si avevano solo per le mensilità aggiuntive, come tredicesime e quattoridicesime, ora coinvolge anche le retribuzioni ordinarie, come le ultime di gennaio e febbraio. Lo stipendio di febbraio, per esempio, è stato liquidato, in ritardo, per il 50%. E’ una situazione preoccupante – ha proseguito Mangili – che denuncia una probabile scarsità della liquidità dell’azienda”.

E non sembra essere meno preoccupante, invece, la questione inerente alla scarsità degli strumenti e dei prodotti a disposizione del personale della cooperativa. I detersivi, così come per spugne, sacchi e attrezzature varie, sarebbero infatti insufficienti per garantire un adeguato standard igienico all’interno dei reparti. Da quanto emerso, le dipendenti si vedono costrette a sopperire alla mancanza di materiale portandolo direttamente da casa.

“Lo standard igienico richiesto sul capitolato d’appalto dall’azienda è sempre stato garantito solo grazie alla buona volontà delle lavoratrici”, ha fatto sapere Claudia Belotti della Fisascat Cisl di Bergamo, la quale, ha aggiunto che: “E’ nell’interesse dei degenti e dei loro parenti che l’ambiente ospedaliero sia idoneo per il malato. La nostra intenzione è quella di chiedere un incontro con la direzione affinchè possa intervenire dopo che, visti i cambiamenti degli ultimi tempi, non c’era la presenza di un referente stabile”.

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