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Lula vorrebbe l’asilo in Italia grazie alla doppia cittadinanza della moglie di Bergamo

L'ex presidente brasiliano, indagato per corruzione e a rischio arresto, avrebbe già in mente il piano per non finire in prigione: sfruttando la doppia cittadinanza della moglie, originaria di Palazzago, avrebbe intenzione di lasciare il Paese chiedendo asilo politico all'Italia.

Lo scandalo corruzione che l’ha travolto potrebbe farlo finire in prigione ma l’ex presidente del Brasile Lula avrebbe già il piano per evitare l’arresto: a rivelarlo è il settimanale Veja, il più letto nel Paese, che indica chiaramente l’Italia come il Paese che potrebbe fornirgli un’ancora di salvataggio.

Tutto merito della moglie di Lula, Marisa Leticia, nelle cui vene scorre sangue tricolore, o meglio bergamasco: l’ex “Prima Dama”, infatti, è originaria di Palazzago dove risiedevano, in via Valle, i bisnonni Giovanni Casa e Albina Mazoleni, sposati dal 1908, prima di trasferirsi in Sud America.

Marisa Leticia, con i due figli Sandro Luis Lula e Luis Claudio Lula, risulta iscritta all’anagrafe di Palazzago: tutti e tre sono in possesso della cittadinanza italiana che la donna, prima che il marito diventasse presidente del Brasile, ha deciso di trasmettere agli eredi.

Nel 2008 la first lady brasiliana fu ricevuta in Provincia dall’allora presidente Valerio Bettoni e dall’ex prefetto Camillo Andreana, alla presenza anche del sindaco Roberto Bruni: una visita cordiale prima di spostarsi a Palazzago (foto provincia.bergamo.it).

Lula

Ed è proprio questo stretto legame con l’Italia che ha fatto pensare ad un piano “segreto” di Lula per sfuggire all’arresto: sostanzialmente l’ex leader chiederebbe aiuto all’Italia, trovando prima rifugio nella nostra ambasciata di Brasilia per poi, già con l’ok all’asilo in tasca, dirigersi indisturbato all’aeroporto.

Tutto è ancora nel campo delle ipotesi ma chissà che la voglia dimostrata dalla moglie di riallacciare i legami con la terra d’origine non possa portare Lula addirittura nella nostra provincia.

Una scappatoia dalla scure dei giudici di Coritiba che indagano su un giro di mazzette con il colosso petrolifero Petrobras che risulta comunque possibile: in soccorso di Lula era arrivata anche la presidente Dilma Rousseff con una nomina a ministro della Casa Civile che lo avrebbe messo al riparo ma che poi è stata sospesa dai giudici.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Chi sarebbero gli Italiani che accoglierebbero l’ex presidente del Brasile indagato per corruzione???
    Se c’è sarà un poco di buono.
    Se lo farà proporrei di cacciarlo dall’Italia.
    Ne abbiamo già troppi di corrotti.
    Abbiamo distrutto tutti i valori.