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Licenziato per la pipì: il prof Rho torna in cattedra fotogallery

Il reintegro (già operativo da dopo Pasqua) è arrivato al termine del processo di fronte al giudice del lavoro, attraverso una conciliazione tra le parti.

Può tornare in cattedra Stefano Rho, il professore bergamasco licenziato per non aver dichiarato al Ministero dell’Istruzione di essere stato condannato a una multa di 200 euro per aver fatto la pipì in un cespuglio.

Il reintegro è arrivato al termine del processo di fronte al giudice del lavoro Raffaella Lapenta, attraverso una conciliazione tra le parti: il prof, difeso dall’avvocato Yvonne Messi, e il Miur, ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca. Tra dieci giorni, poco dopo il rientro degli studenti dalle vacanze pasquali, Rho potrà già tornare in classe.

Oltre al reintegro, il docente ha ottenuto la restituzione dei due mesi di stipendio non percepiti, a causa del licenziamento.

L’episodio che aveva fatto scattare il licenziamento risale a 11 anni fa. Rho, 43 anni, sposato e padre di 3 figlie, a Ferragosto del 2005 viene sorpreso dai carabinieri mentre fa la pipì in un cespuglio di Averara, in valle Brembana, dopo aver passato la serata con gli amici a bere a mangiare a una festa di paese.

Quella denuncia arriva sul tavolo del giudice di pace e per il professore scatta la multa di 200 euro per “atti contrari alla pubblica decenza”.

A settembre 2013 il docente firma per il ministero dell’Istruzione l’autodichiarazione in cui certifica di non aver subito condanne o provvedimenti. Tre mesi dopo, il dirigente scolastico gli comunica che da un controllo è emerso che risulta “destinatario di un decreto penale passato in giudicato” e, sentite le sue spiegazioni, lo “censura”. Non è dello stesso avviso la Corte dei Conti, secondo la quale a un’autocertificazione non veritiera deve seguire il licenziamento. Così il dirigente scolastico di Bergamo, Patrizia Graziani, sancisce la decadenza dell’insegnante.

Commenti

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  1. Scritto da giggi

    solito titolo sballato. fu licenziato per non avere detto di avere avuto una condanna penale. “ops, mi ero dimenticato!”, non può essere una scusa.