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Muratore scomparso a Sarnico, parla la donna con cui ha trascorso l’ultima notte

Ha raccontato a "Chi l'ha visto?" di quelle ore passate con l'uomo e di quel misterioso incidente stradale

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Ancora nessuna traccia di Franco Fiorini, il muratore 45enne di Sarnico di cui non si hanno più notizie da sabato 13 febbraio.

Nel frattempo, la donna con cui ha trascorso la sera prima della scomparsa, ha raccontato alla trasmissione “Chi l’ha visto?” quelle ore passate con l’uomo.

È  venerdì 12 febbraio, Fiorini, sardo di origine, la chiama e le chiede di trascorrere con lui la serata. Intorno alle 22 i due sono a bordo del Fiat Fiorino del muratore (ritrovato poi dagli inquirenti): “Lui era al telefono – ha raccontato la donna in tv, col volto coperto e la voce camuffata – . Parlava con qualcuno, non si è accorto di una macchina che arrivava e c’è stato un incidente. Franco e l’altro conducente si conoscevano. Si sono dati appuntamento il giorno seguente alle 8,30 per definire i danni. Poi siamo tornati a casa”.

Dalle telecamere comunali di videosorveglianza i carabinieri di Sarnico hanno poi ricostruito quel sinistro: un normale scontro, all’apparenza senza particolari conseguenze, ma che comunque i militari hanno voluto approfondire.

Alla mattina, intorno alle 8, a casa di Fiorino arriva il figlio Federico, un 20enne che alla separazione dei genitori è andato a vivere con la madre, ma che mantiene un ottimo rapporto anche col papà: “L’ho trovato in cucina, si preparava il caffè ed era in pigiama – le parole del ragazzo – . L’ho trovato tranquillo, come sempre. Mi ha solo chiesto di non fare rumore perché di là c’era una signora. Ho preso il quaderno che avevo dimenticato lì e sono andato a scuola”.

Alle 8,30 in casa arriva una telefonata: è l’uomo con cui la sera precedente c’era stato l’incidente. Ha il suo numero perché si conoscono. Risponde la donna e l’uomo dice che Franco non si è presentato all’appuntamento: “Mi sono alzata, ho visto che non era in casa ma non mi sono preoccupata – prosegue il racconto a Rai 3 – . Era già successo che mi alzassi e lui fosse già uscito. Sono andata via accostando la porta, come sempre”.

Ecco perché quando il fratello dell’uomo è andato a cercarlo nella sua casa di via Faletto, una traversa di Corso Europa, è potuto entrare in casa dalla porta non chiusa ma non a chiave. Di lui nessuna traccia se non il cellulare e il portafogli in una mensola della cucina.

Ma c’è anche un’altra persona che aspettava Fiorini quel sabato, di buon mattino, e che ha dato il primo allarme. Si tratta di un collega, imbianchino, con cui si sarebbe dovuto incontrare; non vedendolo, ha provato a telefonargli ma senza ricevere risposta.

Ha quindi chiamato il fratello, manifestando la sua preoccupazione dato che non era mai successo che Franco non si facesse vedere senza avvisare.

Da qui la denuncia di scomparsa. Gli inquirenti non escludono alcuna pista.

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