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I cent’anni di Longaretti: della Gamec il primo omaggio, i disegni in mostra

Inaugura giovedì 24 marzo alle 18.30, all'ex Ateneo di Scienze Lettere ed Arti in città alta un'ampia rassegna di disegni che illustrano la ricerca dell'artista dagli anni Trenta al 2016.

E’ della Gamec il primo omaggio a Trento Longaretti per il suo centesimo compleanno, che cade il prossimo 27 settembre.

Inaugura giovedì 24 marzo alle 18.30, all‘ex Ateneo di Scienze Lettere ed Arti in città alta un’ampia rassegna di disegni che illustrano la ricerca dell’artista dagli anni Trenta al 2016.

La scelta non convenzionale della curatrice, Maria Cristina Rodeschini, di esporre esclusivamente disegni è particolarmente significativa nell’ottica di una rilettura critica e consapevole del percorso d’arte che ha portato Trento Longaretti ad essere uno dei pittori e maestri bergamaschi più stimati e affermati del Novecento italiano.

La rassegna verte infatti sul momento più riflessivo, più intimo del fare artistico, sul registro per definizione più umile del segno grafico, capace di valorizzare, con essenzialità di mezzi, il pregio intrinseco del progetto e del prodotto d’arte.

I lavori presentano i soggetti da sempre cari a Longaretti – ritratti, gruppi di famiglia (con la centralità della figura della madre), attimi di vita di umili e viandanti, memorie di viaggio, paesaggi, nature morte – e provengono dall’archivio privato dell’artista.

“Sono perle che l’artista ha messo da parte per rappresentare il lavoro di una vita e hanno un valore notevole – sottolinea la curatrice Maria Cristina Rodeschini – dei circa 300 fogli della collezione del maestro ne ho selezionati 65 in base a criteri di rappresentatività, tipologia, qualità, significanza per il percorso”. Un percorso bioartistico coerente di cui la mostra illustra e segue la genesi del linguaggio, la formazione e lo sviluppo dello stile, la maturazione della sensibilità e della consapevolezza.

La sequenza delle opere in mostra è scandita per ordine cronologico e per fulcri tematici, in modo da consentire anche il confronto tra diversi momenti espressivi su soggetti affini in un certo arco di tempo, come nel caso dei ritratti tra la metà degli anni Trenta e il travagliato decennio che li seguì. Quando, peraltro, il disegno divenne per Longaretti necessario metodo quotidiano di osservazione di luoghi e persone sui diversi fronti in cui si trovò dislocato per via dell’impegno bellico, tra la Slovenia, la Sicilia, il Kosovo, dove registrò a matita fisionomie, momenti di vita militare, paesaggi e scenari naturali.

Tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta si affacciano e poi si consolidano suggestioni da sempre care all’artista, che ne diverranno una cifra inconfondibile, quali le figure di ebrei erranti – emblema della precarietà della condizione umana – i musicanti, le maschere della tradizione. Ma non mancano interessanti memorie di viaggio, come scorci di New York e di Parigi, o ritratti di personalità di spicco come quello dell’ingegner Carlo Pesenti (1973) o di “Giovanni Testori a Bergamo al Congresso S.I.A.C.” (1979).

La rassegna, che si chiude con il foglio “Viandanti” del 2016, raccoglie anche alcuni lavori preparatori per cicli decorativi a mosaico, ad affresco, vetrate, che l’artista ha eseguito per la committenza pubblica e privata, civile e religiosa, nell’arco di una vita, come il particolare di una deposizione (cm. 160 x 160) di una qualità e di una bellezza straordinarie.

A tale proposito Maria Cristina Rodeschini aggiunge: “Questa mostra annuncia una seconda fase, la presentazione ad aprile di un itinerario in città attraverso 24 cicli munumentali realizzati dall’artista in chiese, banche, scuole, monasteri. Presenteremo allora un secondo catalogo dal titolo “Longaretti 100 – Opere pubbliche”, con il censimento, che mai era stato fatto fino ad ora, di tutti i lavori da lui realizzati per enti e istituzioni in Bergamo. Vi sarà una mappatura e una puntuale segnalazione nei luoghi interessati, con schede dedicate e e con l’organizzazione di visite guidate. Sarà l’occasione per il pubblico di scoprire un Longaretti forse meno noto, ma pure importantissimo e molto interessante, l’artista più presente in città grazie a questo suo lavoro organizzato e diffuso”.

Inoltre, lo Spazio Caleidoscopio della Gamec, ospiterà dal 25 marzo al primo maggio due dipinti di Longaretti, “Madre su fondi rossi a Corniglia” (1977) donato dall’artista per le collezioni del museo e un “Autoritratto” del 1956 parte della collezione dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti.

Un tributo articolato e di tutto riguardo, dunque, che vedrà il maestro Longaretti presente all’inaugurazione giovedì 24 alle 18.30 all’ex Ateneo in città alta (Piazza Reginaldo Giuliani).

Orari di apertura della mostra, fino al 5 giugno 2016: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 14.30-18.30; sabato e domenica: 10.00-19.00. Chiuso il martedì.

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