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Trivelle, guida al referendum: le ragioni del ‘Sì’ e del ‘No’ foto

Bergamonews inizia un percorso di avvicinamento al referendum che coinvolgerà alcune delle personalità politiche della città: alcune a favore del 'sì' e altre a favore del 'no' proprio per fare chiarezza e aiutare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il giorno che saranno chiamati alle urne.

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Il prossimo 17 aprile si vota il referendum popolare abrogativo sulle trivellazioni in mare.

Bergamonews inizia un percorso di approfondimento e avvicinamento al referendum che coinvolgerà alcune delle personalità politiche della città: alcune a favore del ‘sì’ e altre a favore del ‘no’, proprio per fare chiarezza e aiutare i cittadini a scegliere in maniera autonoma e consapevole il giorno che saranno chiamati alle urne.

Partiamo da una semplice ma fondamentale considerazione:

CHE COSA SI INTENDE PER “TRIVELLE”?

Con questo termine si intende quell’insieme ampio e complesso di attività che vanno dalla perforazione dei pozzi di ricerca a quella dei pozzi di produzione, dalla realizzazione di gasdotti e oleodotti all’installazione di piattaforme petrolifere. Gli impianti variano a seconda dei fondali, del giacimento e del tipo di combustibile estratto.

Voluto da 9 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) il quesito chiede di scegliere se abrogare la norma – introdotta con l’ultima legge di Stabilità – che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalla costa e senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè sino all’esaurimento del giacimento.

In sintesi, ciò che si chiede ai cittadini è: volete fermare i giacimenti in attività quando scadranno le concessioni? Se vinceranno i ‘sì’, queste saranno bloccate; se vinceranno i ‘no’, continueranno a estrarre petrolio e metano.

Affinché la proposta sia approvata, il referendum deve raggiungere il quorum. Ovvero, deve andare ai seggi la metà degli aventi diritto più uno (il famoso “50 per cento + 1”), come previsto dall’articolo 75 della Costituzione.

Trivelle 2

CHI PUO’ VOTARE?

Alle urne possono recarsi tutti i cittadini italiani che hanno compiuto il 18esimo anno di età, accompagnati da un documento di riconoscimento personale e dalla tessera elettorale. Al referendum potranno votare anche gli italiani residenti all’estero.

CHI E’ A FAVORE E PERCHE’?

A favore troviamo i nove consigli regionali che hanno promosso il referendum, le più importanti organizzazioni ambientaliste (Legambiente, Greenpeace Wwf), il movimento NoTriv e il comitato “Vota SI, per fermare le trivelle”.

Le motivazioni principali riguardano:

  • I rischi per la fauna marina, l’ambiente e il turismo: per ricercare ed estrarre gli idrocarburi viene utilizzata una tecnica denominata air-gun, che genera onde compressionali emettendo bolle d’aria compressa nell’acqua che danneggiano fortemente alcuni cetacei e alcune specie di pesci, con gravi lesioni e conseguente perdita dell’udito. L’utilizzo di questa tecnica, inoltre, rischia di favorire la subsidenza, ovvero l’abbassamento della superficie del suolo. In ultima analisi, le proporzioni di un disastro ambientale in un mare chiuso come il Mediterraneo sarebbero notevolmente amplificate (questo anche se gli stessi promotori si sono dichiarati certi che le piattaforme italiane non possano causare incidenti simili a quello che si verificò nel Golfo del Messico nel 2010, leggi qui).
  • Il fatto che a guadagnarci sono solo i petrolieri: per estrarre petrolio le compagnie devono versare dei “diritti”, le cosiddette royalties. Tuttavia, per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae.
  • Il cercare strade “alternative”: limitare l’estrazione di petrolio e gas ci costringerebbe a non cercare più combustibili fossili e a percorrere la strada di una completa decarbonizzazione dell’economia, aumentando la soglia attuale del 40% di consumi elettrici alimentati da fonti rinnovabili, in linea con gli impegni assunti al recente vertice mondiale COP21 di Parigi sulle emissioni inquinanti nell’atmosfera.

CHI E’ CONTRO E PERCHE’:

E’ invece contrario il comitato “Ottimisti e Razionali” che ha ricevuto l’appoggio di manager, filosofi e studenti. Lo stesso Governo Renzi, nonostante non si sia ufficialmente speso per il ‘no’ al referendum, ha  mostrato evidenti segni d’insofferenza, come la maggioranza del Partito Democratico.

Le motivazioni principali riguardano:

  • Il carattere “ingannevole” del referendum: la votazione servirebbe solo a rispondere agli interessi delle Regioni che pretendono di decidere sulla questione energetica al posto del Parlamento.
  • La perdita di investimenti e posti di lavoro:  bloccare l’uso degli impianti porterebbe a migliaia di licenziamenti sulle piattaforme offshore e, vista l’attuale situazione italiana, non sarebbe di grande aiuto all’economia del Paese.
  • Il basso rischio di incidenti: dal 1950 a oggi ci sono stati pochi incidenti che hanno riguardato impianti di estrazione: a Cortemaggiore (Piacenza) appunto nel 1950 e a Trecate (Novara) nel 1994. Un solo incidente è invece avvenuto in mare, a Porto Corsini (Ravenna) nel 1965.
  • Il fabbisogno energetico: secondo le stime il petrolio presente nei mari italiani sarebbe pari a 700 milioni di tonnellate. Il nostro consumo attuale all’anno è 58 milioni di tonnellate. Nel 2014 sono stati importati 54 milioni di tonnellate. Avere fonti energetiche nostre ci fa spendere meno e ci mette al riparo da cali improvvisi dovuti a crisi internazionali.
Trivelle 3

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Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Il fronte del no credo che sia Ingannevole perchè dice che ci sarebbe la perdita di investimenti e posti di lavoro.
    Bisogna aggiungere che si avrebbero più posti di lavoro puntando sulle Energie Rinnovabili, ne guadagnerebbe l’ambiente e la nostra salute.
    Vi ricordo che l’aspettativa di vita è passata da 74 a 80 anni.
    L’aspettativa di vita in Salute è scesa da 68 a 60 anni. Viviamo di più ma più male. E’ evidente che i nostri comportamenti non sono sostenibili con l’Ambiente.