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RSU dell’Università: vertenza chiusa, è accordo

La vertenza in Università cominciata lo scorso 22 ottobre si è conclusa il 15 marzo con la sigla della pre-intesa del contratto 2015/16. L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato per la firma e il CDA ha ratificato l’accordo.

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La vertenza in Università cominciata il 22 ottobre 2015 si è conclusa il 15 marzo con la sigla della pre-intesa del contratto 2015/16. L’assemblea dei lavoratori del 22 marzo ha dato mandato per la firma e il CDA ha ratificato l’accordo.

Le RSU hanno emanato un comunicato congiunto che rappresenta un ritorno a relazioni sindacali costruttive. Come detto nel comunicato “l’accordo rappresenta un parziale riconoscimento degli sforzi che il personale tecnico-amministrativo quotidianamente sostiene. L’aumento di 105.000 euro è di natura variabile e la legge non permette di utilizzarlo per gli scatti, che darebbero stabilità all’incremento stipendiale perciò nei prossimi anni è necessario che i lavoratori dell’università proseguano la propria battaglia per un riconoscimento stabile che permetta gli scatti. Ciononostante, l’accordo raggiunto è un punto positivo perché sancisce che per i prossimi anni il personale percepirà un aumento, visto che la parte pubblica si è impegnata a reiterare i 105.000 euro, dando così un valore di certezza nel riconoscimento economico, seppure non stabile.

Ci soddisfano i criteri di distribuzione che abbiamo contrattato che garantiscono che il 40% di tutto il salario di produttività sia distribuito in quota uguale per tutti e senza valutazione. Questo perché da sempre ci battiamo per un riconoscimento a tutti in quanto in questa università i risultati sono merito di tutto il personale, sottodimensionato, e a fronte di un sistema di valutazione che non potrà mai essere oggettivo per quanto possa essere equilibrato. A questo proposito, ci riteniamo soddisfatti anche dei criteri correttivi inseriti nel sistema di valutazione che era uno dei punti della vertenza. Ricordiamo che la valutazione incide in modo sostanziale su ciò che i lavoratori pubblici percepiscono come salario di produttività. I correttivi inseriti eliminano di fatto le voci più discrezionali che l’amministrazione aveva proposto e stabiliscono che il 30% del peso della valutazione è dato dal raggiungimento degli obiettivi del servizio, elemento che condividiamo visti i risultati che si ottengono”.

Sulla carenza di personale: “condividiamo con soddisfazione la decisione dell’amministrazione di procedere a breve a nuove assunzioni di personale tecnico-amministrativo che non risolvono il problema ma danno un segnale che va nella giusta direzione.

Auspichiamo che un contratto che stabilisca aumenti per più anni riporti un clima che permetta senza più troppe polemiche e rancori di affrontare altre tematiche con più serenità: un piano assunzionale per i prossimi anni serio, non emergenziale, ma di crescita, per rispondere agli obiettivi che l’ateneo si prefigge e politiche di conciliazione di tempi di vita e di lavoro che rappresentano un altro problema molto sentito all’Università di Bergamo”.

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Commenti

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  1. Scritto da nico

    …purchè i concorsi e le assunzioni siano aperte e pubblicizzate a tutti e non nascoste in qualche meandro del caotico sito web dell’unibg quasi a voler agevolare qualcuno a discapito di altri…