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Per il dopo Squinzi Vacchi e Boccia testa a testa: chi sta con chi

Giornata no per Vincenzo Boccia, sì invece per Alberto Vacchi che raccoglie in un giorno l'appoggio di Confindustria Firenze e dell'Associazione Industriali di Cremona.

Giornata no per Vincenzo Boccia, sì invece per Alberto Vacchi che  raccoglie in un giorno l’appoggio di Confindustria Firenze e dell’Associazione Industriali di Cremona. A una settimana dall’elezione è testa a testa tra i due candidati.

Il candidato al dopo Squinzi su cui punta Confindustria Bergamo mercoledì ha ottenuto la preferenza di Cremona il cui ufficio di presidenza “valuta positivamente l’approccio allo sviluppo del manifatturiero ed in particolare alle filiere, di forte interesse per il territorio”.

E poco prima anche Confindustria Firenze aveva deciso di schierarsi per Vacchi, preferito dal consiglio direttivo di via Valfonda a Vincenzo Boccia, candidato prescelto, invece, da Confindustria Toscana Sud, l’associazione, che rappresenta il tessuto imprenditoriale di Arezzo, Grosseto e Siena.

Facciamo un po’ il punto della situazione a pochi giorni dalla elezione che verrà effettuata dal consiglio generale (198 membri) prevista per il 31 marzo.

Cominciamo dai numeri dell’associazione di viale dell’Astronomia: conta 150 mila imprese aderenti, con 5 milioni e 400 mila  addetti. E’ suddivisa in 241 sezioni tra categorie e territori.

Dopo due rinunce in corsa, quello di Marco Bonometti e di Aurelio Regina, la sfida finale è dunque tra Vincenzo Boccia, salernitano, classe 1964, piccolo imprenditore della grafica, con un lungo curriculum confindustriale (nei Giovani, nei Piccoli  e infine nella squadra di Squinzi con la guida del Comitato del credito) e Alberto Vacchi, pure del 1964, bolognese, presidente della Confindustria di Bologna, amministratore delegato di Ima, società quotata (un miliardo di fatturato) che produce packaging per l’industria farmaceutica, cattolico e prodiano.

In estrema sintesi Boccia è un po’ l’espressione delle piccole imprese, la stragrande maggioranza delle iscritte a Confindustria mentre Vacchi rappresenta le medie, con quelle multinazionali tascabili che stanno provando ad imporre la loro leadership nel capitalismo italiano.

Vacchi è ritenuto un innovatore da questo punto di vista; Boccia la continuità.

Vacchi è stato lanciato da Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda. Con lui Luca di Montezemolo, Marco Tronchetti Provera, Alberto Bombassei, una parte della Lombardia, l’Emilia Romagna, senza però Reggio Emilia, alcune province del Nord Est. E ora Firenze e  Cremona.

A Vacchi dovrebbero arrivare i voti di Farmindustria e Federacciai, schierati inizialmente con Regina mentre quelli del Lazio (primo sponsor dello stesso Regina) si distribuiranno.

Luigi Abete sostiene Boccia. Come Emma Marcegaglia, past president di Confindustria, presidente dell’Eni nonché amministratore delegato dell’azienda siderurgica di famiglia. Con lui il Piemonte, una parte della Lombardia (Lecco, Sondrio, Mantova e Legnano) e del Veneto (Vicenza, Verona, Venezia), la Toscana senza Firenze, poi i voti del Sud a parte Napoli che insieme all’ex presidente Antonio D’Amato aveva scommesso su Bonometti.

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