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La bergamasca Alice: “Io, lì, nel cuore di Bruxelles, vi racconto il giorno dopo”

Mercoledì mattina, il giorno dopo. Il giorno dopo gli attentati rivendicati dall'Isis alla metropolitana e all'aeroporto di Bruxelles, la capitale d'Europa. C'è una giovane bergamasca, Alice Lazioli di Schilpario, che ci racconta the day after: lei è lì, nel cuore dell'attacco vigliacco che ha provocato 31 morti e decine e decine di feriti.

Mercoledì mattina, il giorno dopo. Il giorno dopo gli attentati rivendicati dall’Isis alla metropolitana e all’aeroporto di Bruxelles, la capitale d’Europa. C’è una giovane bergamasca, Alice Lazioli, 33 anni, di Schilpario, che ci racconta the day after: lei è lì, nel cuore dell’attacco vigliacco che ha provocato 31 morti e decine e decine di feriti.  Nell’immagine Place de La Bours dove si stanno dirigendo tutti i cittadini di Bruxelles.

Vivo e lavoro qui a Bruxelles dà più di dieci anni (sono Responsabile dell’ufficio di Confartigianato a Bruxelles).

Dopo Parigi a novembre, le misure di sicurezza si erano innalzate notevolmente. Anche se al rientro dalle vacanze natalizie la situazione era notevolmente rientrata. Solo da un paio di settimane la presenza militare era ritornata ad essere forte, per questo avevamo capito che si stava muovendo qualcosa. L’arresto venerdì del ricercato numero uno, ne è stata la conferma.

Ci aspettavamo che potesse accadere qualcosa da un momento all’altro, ma nonostante questo, a quello che è successo martedì, non si è mai pronti.

Passo per quell’aeroporto quasi tutte le settimane e giro a piedi per la città a qualsiasi ora, ma non sei pronta per questo.

Ieri non ho preso la metro solo per miracolo. Ero a casa alle 8 quando un’amica in whatsapp mi ha mandato il link di cosa stava succedendo in aeroporto. Ho pensato subito che non poteva essere una cosa isolata e così ho preferito andare a piedi.

Ma quella metro la prendo tutti i giorni a quell’ora.

Anche io potevo essere su quel vagone come centinaia di altre persone. Il nostro ufficio è a Schuman è appena ho sentito dell’attacco a Maalbeek ho chiamato per dire alla collega di andarsene a casa.

Le strade in pochi secondi sono diventate deserte, la zona delle istituzioni europee completamente blindata. Nessuno poteva più passare. Solo ambulanze e polizia.

Ci hanno fortemente invitato a restare a casa. Da tre mesi vivo nel quartiere di Ixelles, ma fino a dicembre vivevo a 200 metri da Maalbeek.

Per tutto il giorno e tutta la sera ieri si sono sentite le sirene e gli elicotteri volare in cielo. Non solo a Schuman, ma su tutta la città.

Il governo ha deciso di proclamare lutto per tre giorni, ma di non chiudere scuole e luoghi pubblici. Tutto deve continuare come se nulla fosse. Ma non è facile!

Quando è successo a Parigi eravamo scioccati e pieni di dolore, oggi non fa male, fa solo più male. Viverlo sulla propria pelle e sapere di essere stata più fortunata di altri non ti rende più felice, ma solo più consapevole del dono meraviglioso che è la vita.

Stamattina sono andata a Gare du Midi (punto nevralgico del nord Europa, da qui partono tutti i treni per Parigi, Londra, Amsterdam, Milano ecc.). C’era solo un ingresso aperto. Tutti passavano da lì e tutti erano controllati, uno a uno, valigia per valigia. Militari e polizia in ogni angolo.

La città è ancora abbastanza deserta, i mezzi di trasporto piano piano stanno riprendendo. Mi sono sentita sicura, come lo sono sempre stata, ma sarei bugiarda se non ammettessi che ora che sono sul treno per Parigi ho paura!

Stasera sarò tra le braccia del mio compagno e della mia famiglia. Per qualche giorno. Poi lunedì ritornerò qui. Questa è la mia città e non possiamo avere paura! Vincerebbero loro, e loro non possono vincere!

Ho parlato con tutti i miei amici ieri, siamo tutti sotto shock, approfittiamo delle vacanze di Pasqua per staccare, ma poi tutti torneremo qui. Ho scelto di farmi il viaggio in treno Bruxelles-Parigi-Milano per poter arrivare prima dai miei che sono ancora scossi. Non potevo aspettare venerdì, anche perché l’aeroporto di Zaventem è chiuso e non si sa quando riaprirà.

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