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Giornata della memoria, anche i ragazzi del Betty Ambiveri in marcia contro le mafie fotogallery

L’Istituto Superiore Betty Ambiveri Di Presezzo ha partecipato all'iniziativa "Marcia della memoria e dell'impegno" organizzata dal coordinamento provinciale di Libera Bergamo in occasione della giornata nazionale della memoria.

L’Istituto Superiore Betty Ambiveri Di Presezzo Sabato 19 Marzo, attraverso una delegazione di studenti, ha partecipato all’iniziativa “Marcia della memoria e dell’impegno” organizzata dal coordinamento provinciale di Libera Bergamo in occasione della giornata nazionale della memoria, che si tiene ogni anno nel mese di marzo.

La marcia che si è svolta nei paesi di di Almè, Villa d’Almè, Sorisole e Ponteranica, ha voluto celebrare la memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie e sottolineare la necessità di un forte e rinnovato impegno civico contro le organizzazioni criminali e la diffusione delle corruzioni anche in territorio bergamasco.

Dagli oltre 30mila di Messina ai 8mila di Reggio Emilia, più di 10mila a Torino, 40mila a Napoli, 15mila ad Aversa. E poi Firenze, Imperia, Fano, Roma, Sestu (Ca). L’Italia, da Nord a Sud, ricorda la 900 vittime innocenti della mafia in occasione della XXI Giornata a loro dedicata. Oltre 350mila persone si sono ritrovate in piazza in diverse città d’Italia per l’iniziativa nazionale organizzata da Libera. In programma appuntamenti in oltre 2mila luoghi: scuole, fabbriche carceri, parrocchie.

L’associazione guidata da don Luigi Ciotti ha scelto Messina come “capitale” di questa giornata. “Abbiamo voluto chiamare questo momento ‘ponti di memoria e luoghi di impegno’ – ha detto don Ciotti – perché per la prima volta a Messina e in altri 2mila luoghi in contemporanea in Italia il popolo di Libera è sceso in piazza. Il nostro paese ha bisogno di ponti che allargano le coscienze e traghettano le speranze”. Sulla questione dei beni confiscati, don Ciotti ha ricordato che “nel 1996 abbiamo raccolto un milione di firme per chiedere la confisca e l’uso sociale di questi beni. Dei passi avanti si sono fatti. Il problema ancora una volta è l’accelerazione e le priorità che il parlamento deve dare per permettere più chiarezza, più velocità e più trasparenza. C’è una grande riforma da fare in Italia quella della nostra coscienza”.

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