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Francesco, giovane bergamasco a Bruxelles: “Le fragilità di questa città”

Tra i tanti bergamaschi che si trovano a Bruxelles il giorno degli attentati all'aeroporto c'è anche Francesco Rocchetti, 25enne di Paladina che lavora negli uffici del Parlamento Europeo. Abbiamo raccolto la sua testimonianza.

Tra i tanti bergamaschi che si trovano a Bruxelles il giorno degli attentati c’è anche Francesco Rocchetti, 25enne di Paladina che lavora negli uffici del Parlamento Europeo, nel cuore della capitale sfregiata dalle bombe.

Trasferitosi in Belgio a gennaio 2016 dopo aver vissuto per tre anni a Parigi, Francesco soggiorna nel quartiere di Forest, balzato all’onore delle cronache lo scorso 15 marzo durante un blitz anti-terrorismo, quando un gruppo di agenti che stava dando la caccia ad un sospetto era stato raggiunto dai colpi di un kalashnikov. Tutto questo a pochi metri dalla sua abitazione, quando Francesco, fortunatamente, si trovava sul posto di lavoro.

Ecco un suo breve intervento sugli eventi occorsi in Belgio:

“Al momento la situazione è molto confusa, le strade sono vuote e nel mio quartiere hanno scelto di chiudere le scuole. I trasporti hanno smesso di funzionare da ore. Io, come la maggior parte dei miei colleghi che lavorano al Parlamento europeo, ho scelto di rimanere a casa dopo aver ricevuto le prime notizie sulle esplosioni nell’aeroporto di Bruxelles. Anche per mercoledì 23 marzo, il Presidente del Parlamento Martin Schulz ha chiesto di lavorare restando al sicuro nelle nostre case.

È un momento di difficoltà per Bruxelles, una città molto internazionale, che ha però mostrato fragilità nei processi di integrazione. Quel che è certo è che la reazione sarà diversa rispetto a quella francese in seguito agli attentati di Parigi, quando il presidente aveva fatto appello all’unità nazionale e aveva dichiarato guerra al terrorismo; qui, infatti, essendo un piccolo paese crocevia di culture, lingue e nazionalità diverse, è più difficile rispondere con le armi a questa strage.

Il popolo belga si è sempre dimostrato accogliente e rispettoso delle diversità e sarà capace, mi auguro, di risolvere questa situazione non semplicemente aumentando le misure di sicurezza, ma anche ripensando il modello di integrazione e combattendo fino in fondo questi emergenti fenomeni di radicalizzazione islamica”.

 

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