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Bariano, continua l’odissea della palestra, il sindaco: “Sono pessimista”

Il Comune di Bariano ci riprova e ripresenta la richiesta di finanziamento per la realizzazione della palestra comunale e del cappotto, serramenti annessi, delle scuole medie.

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Il Comune di Bariano ci riprova e ripresenta la richiesta di finanziamento per la realizzazione della palestra comunale e del cappotto, serramenti annessi, delle scuole medie.

E’ di questo periodo la notizia che Regione Lombardia ha istituito un bando di richiesta di mutui a fondo perduto per i comuni relativamente all’edilizia scolastica. Le richieste di finanziamento avanzate già lo scorso anno dal primo cittadino Fiorenzo Bergamaschi erano di 1,4 milioni di euro per la palestra, dal costo totale di circa 1,8 milioni, e di 250mila euro per la cappottatura delle scuole medie, per una spesa totale di 500mila euro.

Tutto è già pronto: l’area dedicata alla palestra è infatti già stata acquisita. Si tratta di tre lotti di terreno acquisiti bonariamente da parte del Comune dalla superficie totale di 10mila e 600 metri quadrati, compresi tra via Armando Diaz, nella quale è previsto l’ingresso all’area, e via Piave nelle vicinanze del campo sportivo comunale e all’istituto comprensivo cittadino. La struttura avrà, in caso di realizzazione, lo scopo di ridurre il sovraccarico delle palestre esistenti (dell’oratorio e delle scuole medie), che attualmente ospitano le molteplici realtà sportive locali.

“Tra un mese sapremo qualcosa in più – ha spiegato li sindaco Fiorenzo Bergamaschi – ma sono molto sfiduciato. Le speranze sono pochissime. Lo scorso anno il Comune di Bariano era 140° nella graduatoria globale composta da circa 200 enti di cui solo i primi 50 hanno beneficiato dei finanziamenti. Questa volta, ripresenteremo le stesse richieste, ma bisogna mettere in conto che i pochi fondi ora disponibili derivano dai risparmi accumulati dallo scorso bando, recuperati dai ribassi d’asta, da rinunce o da revoche”.

Un’altra possibile fumata nera, dunque, per quel progetto che non riesce a trovare le basi finanziarie per un suo decollo. “A settembre del 2010 – ha proseguito Bergamaschi – eravamo riusciti ad ottenere un finanziamento di 1,8 milioni di euro. Ma siccome per la legge del patto di stabilità appena entrato in vigore le opere dovevano essere concluse entro l’anno medesimo delle entrate, abbiamo preferito restituirli, così da non ritrovarci con un’opera incompiuta”.

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