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Nuovi medici per malati terminali: raccolte più di 21mila firme dall’Associazione cure palliative

Arnaldo Minetti, presidente dell’Associazione cure palliative, lancia l'allarme: l’organico non è più sufficiente per garantire in qualità e quantità la cura e assistenza ai malati in fase avanzata, visti i continui incrementi dei casi di malati inguaribili.

Il medico Sara Previtali è entrata a far parte dell’equipe della Unità struttura complessa cure palliative dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, avendo vinto il concorso promosso, grazie allo stanziamento dei fondi necessari per stipendi e contributi da parte dell’Associazione cure palliative onlus (Acp), che già precedentemente aveva finanziato l’altro concorso vinto da un altro medico, Lorenzo Magni, sempre per rafforzare l’organico della struttura palliativista dell’ospedale: i due giovani specialisti si aggiungono ai due professionisti di lungo corso, Fredy Suter e Benigno Carrara, che hanno firmato recentemente i contratti libero professionali finanziati dall’Associazione.

Si moltiplicano così gli operatori di cure palliative reclutati grazie alle donazioni dell’Acp: Rosalba Cortinovis ne usufruisce da molti anni, così come sono in essere il contratto, uscito dal concorso per uno psicologo in cure palliative vinto da Valentina Strappa, e il contratto di data manager vinto da Silvia Moroni.

Lo psicologo Daniele Rovaris, il musicoterapista Stefano Lava, l’ausiliaria Rosanna Valicenti, in base a una convenzione fra ospedale di Bergamo e Acp usufruiscono di contratti pagati direttamente dall’Associazione e svolgono la loro attività presso l’hospice Kika Mamoli.

Roberto Labianca, direttore dell’Unità cure palliative, tre medici in contratto a tempo indeterminato, il responsabile di qualità Michele Fortis, i medici Simeone Liguori e Roberta Marchesi più sedici infermieri e Asa completano l’organico e sono assunti e retribuiti stabilmente dal Servizio sanitario nazionale.

Degenza in hospice, day hospital, ambulatori di terapia del dolore e cure palliative presso l’hospice e presso l’ospedale Papa Giovanni, cure domiciliari con l’assistenza specialistica territoriale di cure palliative, integrazione con gli altri reparti ospedalieri impegnati con i malati inguaribili attraverso le cure palliative simultanee precoci e i relativi ambulatori, supervisione dell’Adi Cure Palliative, formazione: sono tutti fronti presidiati dall’Unità cure palliative e testimoniano la completezza del servizio di cura e assistenza.

Arnaldo Minetti, presidente dell’Associazione cure palliative, dichiara: ”E’ però evidente la sproporzione fra il numero dei medici garantiti dai fondi del Servizio sanitario nazionale e il numero di quelli finanziati dall’Associazione cure palliative: il problema è serio perché evidenzia che sono urgenti le misure di potenziamento delle cure palliative con fondi pubblici, ma è ancora più serio perché l’organico non è più sufficiente per garantire in qualità e quantità la cura e assistenza ai malati in fase avanzata, visti i continui incrementi dei casi di malati inguaribili seguiti dalla USC ed è necessario e non è più rimandabile assumere altri professionisti. La nostra provincia ha ormai 7 hospice, trenta soggetti accreditati per l’ADI cure palliative domiciliari, i reparti degli ospedali pubblici e privati coinvolti nelle inguaribilità, le RSA, i medici di assistenza primaria, le associazioni di volontariato e tutti insieme seguono 3.700 malati in fase avanzata ogni anno, ma i malati da seguire superano la cifra di 5.000: abbiamo il coordinamento di tutte queste realtà attraverso il Dipartimento Interaziendale Cure Palliative e anche a questo livello provinciale è necessario rafforzare gli organici degli operatori dedicati e di tutte le professioni sanitarie e sociali coinvolte. L’USC Cure Palliative del Papa Giovanni è sicuramente la realtà più strutturata e attiva su tutti i fronti, ma anche le altre strutture necessitano di essere potenziate se vogliamo che il servizio sia di alto livello ovunque”.

Su questo obiettivo, molto sentito dalla popolazione, sono state raccolte dall’ACP in bergamasca più di ventunmila firme e ci si aspetta che in breve tempo giungano i rinforzi, per permettere alla rete bergamasca di cure palliative di continuare ad essere un virtuoso punto di riferimento a livello nazionale per la cura ed assistenza, in degenza e a domicilio, per i malati in fase avanzata e per i loro famigliari.

Minetti chiede a tutti i cittadini di sostenere la raccolta delle firme e chiede a banche, aziende, gruppi associativi di contribuire alla raccolta di fondi per dare continuità ai contratti de personale comunque necessario, in attesa che il servizio pubblico rafforzi gli organici.

L’Associazione cure palliative onlus continua a fare affidamento sul grande sostegno che la comunità bergamasca ha sempre garantito in questi 27 anni alla realizzazione della rete di cure palliative e agli articolati servizi che fornisce e i sostenitori bergamaschi hanno partecipato generosamente con le loro donazioni a coprire ogni anno i fondi che variano da 350 a 560 mila euro per i contratti destinati agli operatori di cure palliative, per la formazione, per la comunicazione e la conoscenza del diritto gratuito alle cure palliative e alla terapia del dolore per tutti i malati inguaribili in fase avanzata.

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