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I rettori lombardi: “Liberiamo le università da Burocrassic Park”

C'era anche l'Università di Bergamo, lunedì, a Milano insieme agli atenei lombardi a chiedere di sburocratizzarli e rendere più centrale il ruolo della ricerca e della formazione. Bergamo era rappresentata dal prorettore delegato alla Ricerca scientifica Paolo Buonanno.

C’era anche l’Università di Bergamo, lunedì, a Milano insieme agli atenei lombardi a chiedere di sburocratizzarli e rendere più centrale il ruolo della ricerca e della formazione. Bergamo era rappresentata dal prorettore delegato alla Ricerca scientifica Paolo Buonanno.

Il sistema delle università lombarde è un sistema fortunato per i risultati positivi che riesce a raggiungere su diversi fronti: occupazione dei laureati, risultati della ricerca, rapporti con le imprese. Proprio per questi buoni risultati i rettori lombardi hanno chiesto, nel corso della conferenza stampa Primavera delle Università al Comune di  Milano, una inversione di fiducia verso gli atenei da parte del governo ma anche da parte dei cittadini.

Tra gli ostacoli indicati, la gabbia burocratica che intrappola gli atenei e che spesso impedisce di fare strategia e competere in modo paritario con le università europee e straniere, la scarsità di finanziamento pubblico e privato alla ricerca e allo sviluppo che in Italia è tra i più bassi in Europa e la possibilità di aumentare le lauree professionalizzanti, soprattutto quelle del triennio, per aumentare l’occupazione dei giovani laureati agganciando in modo efficace la formazione al sistema imprenditoriale.

Il prorettore Buonanno ha spiegato in proposito: “L’uomo per sua natura vuole conoscere, esplorare, creare, inventare, spinto dalla curiosità e dal desiderio di migliorare le proprie condizioni spirituali e materiali. La curiosità scaturisce dalla voglia di comprendere le infinite dimensioni dell’universo, mentre le necessità quotidiane spingono l’uomo a fare cose che non poteva fare in precedenza per introdurre innovazioni che gli consentano di dominare la natura e di aumentare il livello di benessere. E la scienza si è dimostrata uno strumento potente in questa continua ricerca.”

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