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Atalanta, è ora di tornare a vincere: col Bologna gara da dentro-fuori

Sembra persino di dire un’ovvietà, ma la gara di domenica contro il Bologna, in programma all’ora di pranzo all’Atleti Azzurri, è di quelle quasi da dentro o fuori. Si perché in caso di vittoria atalantina (questa sconosciuta da 14 partite) Cigarini e compagni farebbero un passo decisamente importante, sia in termini di punti che di morale, verso la salvezza, ahimè l’unico traguardo possibile oggi.

Ma qualora le cose dovessero andare male, si aprirebbe uno spaventoso baratro sia per il mister, che quasi certamente la società sarebbe costretta ad esonerare, che per la squadra che, probabilmente, si troverebbe a dover giocare le successive gare con il patema d’animo.

Pensando alla gara d’andata disputata al Dall’Ara e vinta dai felsinei per 3-0, viene quasi da sorridere (di rabbia). Infatti in quel momento in casa Atalanta c’era grande entusiasmo, la squadra veniva dalla vittoria interna con la Lazio e si trovava a ridosso dei primissimi posti in classifica. Viceversa il Bologna navigava pericolosamente nei bassifondi della graduatoria e collezionava una sconfitta dietro l’altra.

Oggi le posizioni si sono quasi invertite: i rossoblu occupano infatti il nono posto con 36 punti, praticamente già salvi e con la possibilità di togliersi qualche altra soddisfazione, mentre i nerazzurri… beh, lo sappiamo.

Atalanta e Bologna hanno perso lo stesso numero di partite, 13, ma la differenza nei punti in classifica la fanno le vittorie, visto che gli uomini di Donadoni ne hanno collezionate 10 contro le 7 atalantine. Ecco l’importanza dei 3 punti e delle vittorie, anche quelle per 1-0.

Nulla mi toglierà dalla testa che l’inversione di rotta dei rossoblu è tutta frutto del cambio di allenatore e di mentalità, quindi onore al merito di Roberto Donadoni (che ha esordito sulla panchina bolognese proprio nella gara d’andata contro i suoi concittadini). Non a caso la dirigenza rossoblu sta cercando di blindarlo anche per la prossima stagione, anche se resta aperto uno spiraglio per la Nazionale qualora fosse chiamato in causa per il dopo Conte.

Se l’Atalanta non fosse in questo momento di black out totale si potrebbe dire che tutto sommato la gara di domenica è alla portata dei nerazzurri. Il Bologna attraversa un ottimo momento, questo è vero, ma non è certamente la squadra capace di andare in trasferta a spadroneggiare. Ma la Dea avrà purtroppo l’aggravante di dover giocare per un solo risultato e questo non facilita certamente il compito.

Sono 45 i precedenti totali tra Atalanta e Bologna, con i padroni di casa che hanno vinto ben 22 volte. L’ultimo successo nerazzurro risale alla stagione 2013-’14, quando la Dea si impose per 2-1 grazie alle reti di Brivio e Livaja (gol di Bianchi per gli ospiti). Sono stati invece 15 i pareggi totali, l’ultimo dei quali si è registrato nella stagione 2012-’13 con l’1-1 firmato da Giorgi e Gilardino. Solo 8, infine, le vittorie del Bologna, che non espugna l’Atleti Azzurri d’Italia dalla stagione 2008-’09 quando la vittoria per 1-0 fu firmata da Volpi.

Mister Reja è chiamato ad ovviare all’assenza per squalifica di Toloi per cui in difesa al centro giocherà la coppia Masiello-Paletta, mentre spazio a Conti sulla corsia destra e Dramè su quella opposta. Pinilla ha smaltito alcune piccole noie muscolari e ci sarà. In mediana conferma per Cigarini, mentre nel tridente d’attacco si dovrebbe rivedere Diamanti dal primo minuto.

Ecco il probabile undici di partenza: Sportiello, Conti, Masiello, Paletta, Drame’, Cigarini, De Roon, Kurtic, Diamanti, Pinilla, Gomez.

In casa rossoblu la nota dolente è l’infortunio al piede di Destro (frattura scomposta della falange del terzo dito del piede destro) per cui al centro dell’attacco ci sarà l’ex Floccari. Certo del posto Giaccherini, a completare il tridente potrebbe rivedersi Mounier visto che Rizzo è rimasto vittima in allenamento di un leggero problema alla caviglia. In difesa cerca un posto Zuniga in ballottaggio con Mbaye.

Il 4-3-3 di Donadoni potrebbe partire così: Mirante, Mbaye, Gastaldello, Maietta, Masina, Donsah, Diawara, Taider, Giaccherini, Floccari, Mounier.

Nelle file atalantine vi sono due ex: Nicolò Cherubin, che in maglia rossoblu ha giocato dal 2010 al 2014, e Alino Diamanti, 3 campionati dal 2011 al 2014 con 89 presenze e 19 reti.

Nella compagine rossoblu, oltre a mister Donadoni immensa ala cresciuta a Bergamo per poi spiccare il volo, diversi sono i giocatori che hanno vestito la maglia nerazzurra: Matteo Brighi (2011-’12, 11 presenze), Franco Brienza (2013/2014, 24 gare giocate ed 1 gol, quello favoloso contro il Milan al 94°), Robert Acquafresca (12 anonime presenze e 1 gol) e infine l’indimenticato Sergio Floccari, 99 gol complessivi tra i professionisti, due stagioni splendide in maglia atalantina con 67 partite e 20 reti realizzate.

E’ in momenti come questi che deve venire fuori l’anima della provinciale, della Dea capace di lottare contro tutto e contro tutti. E sarà importantissimo l’apporto dei sostenitori nerazzurri, il 12° uomo in campo da sempre.

Sono certo che la curva, ma anche il resto dello stadio, spingerà la squadra e le farà sentire tutto il suo calore. E dai “ragazzi” vorrei finalmente una prova d’orgoglio.

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