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Loverese si confessa alle Iene: “Quando la cocaina ti trasforma in mostro” – Video

Si chiama Giovanni Merla, un giovane loverese che ha deciso di raccontare la propria esperienza con la droga alla trasmissione delle Iene

Si chiama Giovanni Merla, un giovane loverese che ha deciso di raccontare la propria esperienza con la droga alla trasmissione delle Iene.

Ecco come lui stesso spiega la propria decisione, ed ecco QUA il servizio delle Iene

Ho deciso di raccontare la mia esperienza alle Iene perché dopo tanta sofferenza, fatica, delusioni e buio, finalmente ho rivisto la luce. La mia testimonianza diretta, senza filtri e senza censura è stata voluta solo da me. Ho scelto di mettermi sotto i riflettori per un motivo semplice e fondamentale. Un ideale che va oltre ogni opinione personale. Questo ideale si chiama senso civico. Mi spiego meglio.

Ognuno di noi ha commesso errori, più o meno gravi. Peccati, ingiustizie, furberie e altro. Se questi errori, una volta corretti e superati, non vengono usati a fin di bene non sono serviti a nulla e rimangono nella nostra interiorità, trasformandosi in rimorsi, sensi di colpa o addirittura prigioni.

Il mio sbaglio più grande è stato usare la cocaina. Oggi che sono pulito e ho fatto un percorso lungo e difficile, tra le mani e nel cuore mi trovo un’energia positiva molto forte, che ho deciso di dedicare a tutte le persone che come me sono rimaste intrappolate in un terribile incubo. Qualche giorno fa ho scritto un post, dove ho raccontato la mia storia e da li è iniziato tutto. Gli autori delle Iene, che ringrazio e stimo, mi hanno intervistato e alcune scuole superiori mi hanno contattato per invitarmi a parlare agli studenti.

Tutto questo è molto bello e dimostra che nel mondo esistono ancora molte persone in grado di vedere oltre le apparenze, di non fermarsi in superficie, ma di provare a entrare nell’altro. La tv se usata bene è un mezzo fondamentale per divulgare esperienze, storie, messaggi e contenuti. Ma oltre ad usarla bene e farla bene si deve essere in grado di decodificarla. Molti secondo me non hanno saputo cogliere l’essenza più profonda delle mie parole. Hanno preferito giudicarmi, insultarmi o strumentalizzarmi, manipolando le mie dichiarazioni. Non me la prendo, ci sta. Fa parte del gioco della vita. Tengo solo a precisare, per rispetto del ragazzo ammazzato durante un droga party, che non ho assolto gli assassini, anzi ho detto che devono pagare, ma al tempo stesso farsi aiutare. Perché credo che il carcere, se non viene inteso come percorso di riabilitazione sociale, non ha senso.

Chiudo insistendo sull’importanza del senso civico. Ognuno di noi si porta dentro un vissuto, ricco di esperienze preziose e di drammi. Se questo bagaglio culturale resta chiuso nell’individuo, per egoismo, pudore, paura o vergogna, muore dentro di lui.

Usate i vostri sbagli e donateli a chi soffre del vostro stesso male. Solo così una società si può definire evoluta. Solo così un essere umano può avvicinarsi alla spiritualità intensa che qualcuno chiama Dio e altri chiamano Amore.

Buona vita a tutti, dal profondo del mio cuore e della mia anima e grazie per avermi regalato il vostro tempo.

Per il servizio delle Iene clicca QUA

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