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Treviglio, è polemica sulla maxi-insegna del Compro Oro: “Un pugno nell’occhio”

Fa discutere a Treviglio l'installazione dell'insegna del Compro Oro tra la centralissima via Roma e via del Partigiano: e sotto accusa è finita anche l'ex Giunta Pezzoni.

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Scritta rossa su fondo giallo avvolta da due pergamene che recano lo slogan aziendale: si presenta così, sgargiante, l’insegna del “Compro Oro” che da poche settimane ha aperto i battenti nel cuore di Treviglio, ma che già fa parlare di sè. Il punto vendita trova spazio in un locale posto ad angolo tra la centralissima via Roma e via del Partigiano, nella circonvallazione interna di Treviglio. Ed è proprio sulla parete che dà su questa strada che è stata affissa l’insegna che ha fatto storcere il naso, in primis, alla redazione del periodico web e cartaceo “iTrevigliesi” che reputa tutto ciò un “pugno nell’occhio a prova di miopi, daltonici e passanti distratti, nel cuore della città”, anche grazie all’illuminazione di un faro installato ad hoc.

“Nel 2013 – si legge nell’articolo – l’amministrazione comunale decise di modificare il Regolamento generale delle insegne pubblicitarie, eliminando l’obbligo di acquisire il parere della Commissione per il paesaggio. Furono inoltre abrogati  i vincoli di dimensione e forma indicati dalla Commissione stessa per le insegne da collocare in aree di pregio, quale è appunto il centro storico”.

Una stoccata al governo Pezzoni colpevole, secondo il periodico, di aver affidato ad un unico dirigente la competenza autorizzativa in merito senza che le linee guida venissero seguite. “Per un’amministrazione accorta, consapevole dei pregi e delle proprie peculiarità del proprio patrimonio storico e culturale – continua l’articolo – lo snellimento della burocrazia relativa all’apertura di un esercizio commerciale non si traduce, nella deregulation selvaggia che, all’inizio favorisce qualcuno ma poi danneggia tutti, snaturando l’intero contesto”.

Dal negozio, invece, si reputano sereni e fanno sapere che, dal canto loro, tutto è regolare in quanto autorizzati a procedere all’esposizione dell’insegna incriminata.

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