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Entro giugno fibra ottica in 55 scuole: la mappa

Promozione in arrivo per 55 scuole di Bergamo: entro la fine dell'anno scolastico saranno tutte collegare in fibra ottica. La soddisfazione dei due assessorati, Istruzione e Innovazione tecnologica: colmato lo scarto con le scuole europee.

La pagella è ancora lontana, ma non per le scuole della città di Bergamo che raccolgono una promozione a pieni voti per la cablatura di 55 plessi scolastici che ospitano le primarie di primo e secondo grado.

Per ora sono già 18 le scuole collegate in fibra ottica, il secondo lotto che conta una ventina di plessi subito dopo Pasqua e poi per fine anno scolastico si completerà il terzo lotto con altre 17 scuole.

“Per settembre, con il nuovo anno scolastico, avremo dunque tutte le scuole connesse in fibra compresi telefoni, fax e server – afferma Loredana Poli, assessore all’Istruzione, Università, Formazione e Sport del Comune di Bergamo –. Non solo la didattica ne gioverà di questa connessione in fibra ottica, ma anche le segreterie amministrative con un notevole risparmio per le casse comunali”.

La ditta che si è aggiudicata questo appalto, la Selene, procederà all’implementazione del Wi-fi interno ad alcune scuole, concordando con l’amministrazione comunale la scelta del plesso secondo criteri di complessità e tenendo conto del fatto che anche le scuole hanno previsto lavori di completamento delle reti interne partecipando ad uno dei Pon (programma operativo nazionale) del Miur (il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca). “Per il primo lotto è stata scelta la primaria Papa Giovanni a Monterosso – aggiunge Poli -. L’impegno di dotare le scuole della città di Internet veloce era nei nostri programmi, ci eravamo promessi di realizzarlo nell’arco di tempo del nostro mandato e lo abbiamo portato a termine in poco meno di due anni”.

La complessità del progetto ha visto in campo due assessorati, oltre all’Istruzione, anche l’Innovazione e semplificazione con Giacomo Angeloni.

“L’ipotesi iniziale era di portare a termine il progetto in tre anni, grazie all’iniziativa Cashless City è stato possibile portarlo a termine in poco tempo – spiega Angeloni -. Tra gli obiettivi che ci eravamo posti il primo e fondamentale era colmare quel gap tra la scuola italiana e quella europea, dotando le strutture di sistemi digitali e strumenti tecnici adeguati per permettere alle nuove generazioni di apprendere con nuovi metodi didattici. C’è un sistema wi-fi che permette di loggarsi dentro e fuori la scuola, naturalmente dentro l’edificio ha esclusivamente lo scopo educativo e per questo limitato a certi orari fuori dalle lezioni. Infine, grazie ai circa 300mila euro che il Comune ha preso da Cashless City per realizzare questo progetto si andranno a risparmiare circa 40mila euro dalle utenze telefoniche. Infatti, grazie alla cablatura in fibra, le linee telefoniche useranno le linee VoIp consentendo un ulteriore riduzione della spesa telefonica”.

Guarda qui la mappa delle scuole di Bergamo.

View Le scuole di Bergamo connesse a internet in a full screen map

Un altro obiettivo raggiunto grazie all’iniziativa Cashless City adottata dall’Amministrazione comunale di Bergamo e proposta da CartaSi e alla quale hanno aderito come partner MasterCard, Visa, PagoBancomat, Banco Popolare e Ubi Banca, che ha l’obiettivo di incrementare l’utilizzo della carta di credito e di ridurre, se non eliminare, i pagamenti in nero. Cashless City, sperimentata per la prima volta in Italia a Bergamo, invitava i cittadini a scaricare un’App ed effettuare il pagamento con una carta di credito, scattare la foto dello scontrino e partecipare ad un’estrazione per vincere buoni acquisto da 100 a 500 euro. Se il gioco era avvincente, sono stati i risvolti sulla collettività se si fossero raggiunti alcuni obiettivi.

“A Bergamo abbiamo centrato gli obiettivi e grazie a questo progetto è stato possibile portare Internet veloce nelle scuole” conclude Giacomo Angeloni.
“La pianificazione delle azioni di sostegno alla digitalizzazione delle scuole è partita dalle infrastrutture ma non si è fermata lì – aggiunge Loredana Poli -. Abbiamo siglato una convenzione con l’associazione ImparaDigitale, ente di formazione riconosciuto dal Miur, per facilitare l’accesso dei nostri insegnanti ad una serie di opportunità formative di qualità, nelle scuole o alla sede di ImparaDigitale in via Malj Tabaiani 3 a Bergamo”.

“Inoltre, stiamo condividendo con i dirigenti scolastici dei 9 Istituti Comprensivi della città un approccio diverso all’acquisto di arredi e attrezzature: non più scelte calate dall’alto e indifferenti alle specifiche situazioni delle scuole per utenza, docenza, tipologia di edificio, sperimentazioni in corso o in programma – sottolinea l’assessore comunale all’Istruzione -. Tutti questi elementi vengono riportati nel tavolo di lavoro mensile tra dirigenti scolastici e Assessorato che abbiamo chiamato ‘La scuola in Comune’: un appuntamento per discutere e condividere necessità e difficoltà, linee di indirizzo, criteri di priorità, specialmente utili in una fase che richiede alle scuole di fare rete tra loro anche per meglio utilizzare le risorse, reperibili tramite bando”.

Proprio per seguire questo processo è stato incaricato Giorgio Cortesi, docente dell’Istituto Natta ed esperto in progettazione per bandi, che affiancherà gli Istituti Comprensivi in questa fase di avvio dei PON, rendendo subito disponibile un accompagnamento esperto che formi referenti per la progettazione in ogni Istituto.

“Un approccio coordinato, sistemico, proposto dall’Assessorato che ha avuto come effetto secondario, di cui sono molto contenta, quello di far ripartire momenti di coordinamento autonomo tra i dirigenti degli Istituti Comprensivi della città ma anche tra le Associazioni genitori degli stessi Istituti – conclude l’assessore Poli -. Anche loro, dopo alcuni incontri di coordinamento con l’Assessore, hanno pensato all’autoconvocazione per discutere, confrontarsi e proporre specifiche azioni o iniziative. I genitori, le famiglie, sono il territorio portato dentro la scuola: sono risorse e sono partner educativi imprescindibili. L’imprenditività dimostrata da alcune Associazioni mi fa ben sperare rispetto all’obiettivo di un ecosistema scolastico di base che possa ritrovare il suo ruolo di aggregatore di risorse umane, culturali ed economiche da mettere a disposizione di luoghi e tempi, quelli della scuola, preziosi perché attraversati da tutti i piccoli. Vale la pena di impegnarsi tutti noi adulti perché diventino luoghi e tempi sereni e pensati per la crescita delle bambine e dei bambini”.

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