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Archiviata la querela di Bossetti al genetista Buzzi

Archiviata. Perché presentata in ritardo. Per Massimo Bossetti - sotto processo per l'assassinio di Yara Gambirasio - una sconfitta nella causa che lo vedeva non imputato ma accusatore.

Archiviata. Perché presentata in ritardo. Per Massimo Bossetti – sotto processo per l’assassinio di Yara Gambirasio – una  sconfitta nella causa che lo vedeva non imputato ma accusatore. Accusatore nei confronti del genetista Fabio Buzzi, accusato dal carpentiere di Mapello di diffamazione.

Il professor Buzzi, ex responsabile dell’Unità operativa di Medicina legale dell’Università di Pavia, era stato incaricato dalla Procura di Bergamo di analizzare i reperti piliferi (peli e capelli) ritrovati sul cadavere della tredicenne.

In un intervento alla trasmissione di Canale 5 “Segreti e delitti”, pochi giorni dopo l’arresto del carpentiere, Buzzi dichiarò che erano stati trovati peli di “Ignoto 1” (Massimo Bossetti, secondo gli inquirenti) sul corpo di Yara. Una dichiarazione pesante, che venne poi rilanciata da diversi giornali.

Ma il professore aveva sbagliato, tanto che lui stesso nel corso della serata cercò di rettificare quanto aveva detto, parlando di un fraintendimento. Secondo l’esito delle analisi, infatti, delle 7 tracce umane rinvenute sulla giovane ginnasta, nessuna era di Bossetti.

Dopo una prima archiviazione, l’avvocato di Bossetti aveva si era opposto e il giudice per le indagini preliminari Marina Cavalleri ha così fissato un’udienza in camera di consiglio, decidendo poi di confermare l’archiviazione perché la denuncia è stata presentata oltre i termini previsti dalla legge. I legali avevano infatti sporto querela solo dopo aver ricevuto la perizia che indicava che le tracce pilifere non erano del loro assistito. E nel frattempo i termini erano scaduti.