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Tangenti ai giudici per sentenze favorevoli: in carcere amministratore bergamasco

C'è anche Matteo Invernizzi tra i quattro arrestati nell'inchiesta sulla giustizia tributaria della procura di Milano

C’è anche un amministratore bergamasco tra i quattro arrestati nell’inchiesta sulla giustizia tributaria della procura di Milano, che ha permesso di scoperchiare “un vasto sistema di corruzione che coinvolge giudici tributari, professionisti e altri soggetti”.

Le tangenti per addomesticare le sentenze venivano recapitate “a giudici compiacenti” attraverso “pacchi natalizi con decine di biglietti da 500 euro”. Così “si sono annullati accertamenti milionari”, scrivono i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta ‘Dredd’, Laura Pedio ed Eugenio Fusco.

Destinatari del provvedimento di custodia in carcere, eseguito dagli uomini delle Fiamme Gialle, sono stati Luigi Vassallo (avvocato, professore universitario a Pavia e giudice d’appello della Commissione tributaria regionale della Lombardia, già detenuto a Opera nell’ambito della stessa inchiesta: per lui si tratta del terzo mandato di arresto) e l’imprenditore Matteo Invernizzi, residente a Trescore Balneario, amministratore di fatto della Eurocantieri Srl, società attiva nell’edilizia e sottoposta ad accertamenti fiscali, che secondo quanto ricostruito nel 2013 avrebbe comprato due sentenze. Una dalla Commissione tributaria regionale e l’altra dalla Commissione tributaria provinciale, secondo l’accusa con il contributo determinante dei giudici Luigi Pellini (commercialista, di Milano) e Gianfranco Vignoli Rinaldi (avvocato, anche lui di Milano). Per entrambi la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari, “in ragione della loro età, essendo ultra 70enni”. Le richieste degli inquirenti sono state accolte dal Giudice per le indagini preliminari, Manuela Cannavale.

Indagato a piede libero anche un ex finanziere, Agostino Terlizzi, che ha rivestito ruoli di comando nella Fiamme Gialle.

La svolta nelle indagini è arrivata con la perquisizione dello studio Vassallo, dove sono stati trovati quattro telefoni cellulari (due Blackberry e due Smartphone), sei ‘chiavette’ elettroniche, tre pc portatili e cinque fissi, oltre a vari documenti (fra cui una bozza di sentenza favorevole all’imprenditore Invernizzi) e agende per gli appuntamenti.

“Ricordo che Matteo Invernizzi l’11 dicembre 2013 venne in studio alle ore 15.30 con una busta contenente 60mila euro in contanti e la consegnò a Vassallo”. M.O., segretaria del giudice tributario Luigi Vassallo e teste chiave dell’indagine sulle commissioni tributarie milanesi, racconta agli inquirenti come avvenne la consegna della mazzetta da parte dell’imprenditore Invernizzi per avere in cambio «decisioni favorevoli al contribuente Eurocantieri srl, in relazione a contenziosi pendenti davanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali”.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Le tangenti e la corruzione in Italia è la prima mafia.
    Fino a quando?