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Il Cinema passa il testimone al Jazz: via al Festival di Dave Douglas

Al suo primo mandato di direttore artistico di “Bergamo Jazz”, Dave Douglas ha disegnato un cartellone ricco di nomi di prestigio che getta uno sguardo sul composito scenario jazzistico contemporaneo, con una particolare attenzione per musicisti che rileggono in modo personale la tradizione afro-americana.

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La 38esima edizione di “Bergamo Jazz” è iniziata con il tradizionale passaggio di testimone tra Bergamo Film Meeting e il Festival del jazz.

E al suo primo mandato di direttore artistico di “Bergamo Jazz”, Dave Douglas ha disegnato un cartellone ricco di nomi di prestigio che getta uno sguardo sul composito scenario jazzistico contemporaneo, con una particolare attenzione per musicisti che rileggono in modo personale la tradizione afro-americana.  Come nel caso degli ospiti del concerto di giovedì 17 marzo al Teatro Sociale: il pianista Franco D’Andrea, che avrà tra gli altri al suo fianco il vulcanico batterista olandese Han Bennink, e il trombonista statunitense Ryan Keberle,  uno dei nomi nuovi della scena jazzistica d’oltreoceano che si presenterà alla guida di un gruppo nel quale svetta la cantante di origine cilena Camila Meza.

Venerdì 18, la prima delle tre serate al Teatro Donizetti, sarà contrassegnata dalle due personalità d’eccezione di Geri Allen e Joe Lovano. La pianista del Michigan, nata a Pontiac e cresciuta a Detroit, si proporrà in veste solitaria sullo sfondo del suo recente album Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings, mentre il sassofonista di origine italiana si produrrà con il suo rodato Classic Quartet.

 Sabato 19, un’altra presenza femminile, fortemente voluta da Dave Douglas, darà una particolare impronta alla prossima edizione di “Bergamo Jazz”: la clarinettista Anat Cohen, fresca vincitrice fra gli specialisti del suo strumento nei due referendum indetti fra la critica internazionale e i propri lettori dal  prestigioso mensile americano Down Beat. A seguire, il trio di un autentico fuoriclasse del piano jazz: Kenny Barron, il cui nome è già ben noto al pubblico bergamasco.

Domenica 20, “Bergamo Jazz 2016” darà spazio a due gruppi guidati da altrettanti batteristi e accomunati dalla predilezione per atmosfere festose e coinvolgenti. L’americano Billy Martin, componente del celebre trio Medeski Martin and Wood, si proporrà a capo dei suoi Wicked Knee, vera e propria all stars band che allinea il trombettista Steven Bernstein, il trombonista Brian Drye e il francese Michel Godard, specialista della tuba. Definita dallo stesso leader “ragtime funk”, la musica di Billy Martin e compagni si preannuncia ad elevato tasso energetico, così come sarà quella del sudafricano Louis Moholo-Moholo e dei suoi “5 Blokes”, forte di una nuova stella del jazz europeo quale il pianista Alexander Hawkins.

Di assoluto rilievo saranno anche i concerti in programma all’Auditorium di Piazza della Libertà sabato 19 e domenica 20 (alle ore 17), di cui saranno rispettivamente protagonisti gli scandinavi Atomic, formazione tra le più avvincenti del momento, e il Jazz Quartet del batterista Mark Guiliana, strumentista di vaglia coinvolto da David Bowie nel suo ultimo album Blackstar. Ancora domenica 20, ma la mattina alle 11, l’interessante “Balkan Bop Trio” del pianista albanese Markelian Kapedani, nel quadro della consolidata collaborazione con Jazz Club Bergamo.

Ma Bergamo Jazz si snoda in altri spazi e in altri territori artistici della città. Ecco una panoramica.

Jazz e cinema
Domenica 13 marzo, l’ultima di giornata di “Bergamo Film Meeting” è stata segnata dall’ormai tradizionale passaggio di testimone a “Bergamo Jazz”. Alle 15,30 la proiezione di Giungla di Cemento di Joseph Losey, film dove rapporti di potere e corruzione scoiale sono inseguiti negli interni di un carcere (musiche del sassofonista inglese Johnny Dankworth). A seguire, il cortometraggio di Andrea Montanari Reencuentro, nato dalla manipolazione di vecchi trailer cinematografici in pellicola 35mm e musicato dal clarinettista Mosé Chiavoni. Alle 18 la proiezione de “Le avventure del principe Achmed”, girato nel 1926 da Lotte Reiniger ispirandosi a una delle vicende narrate nel libro “Le mille e una notte”: il più antico esempio rimastoci di cinema d’animazione sarà sonorizzato dal vivo dal sassofonista Gianni Mimmo, virtuoso del sax soprano e abituale frequentatore delle scene della più audace musica improvvisata europea ed internazionale.
Una giornata di pausa e gli appassionati di jazz e cinema si ritroveranno ancora insieme per “Jazz Movie”, rassegna realizzata in collaborazione con Lab80 e ormai da anni entrata a pieno titolo nel cartellone di “Bergamo Jazz”. Due i film in programma rispettivamente martedì 15 e mercoledì 16 (ore 21, ingresso 5 euro, ridotto 4 euro): “The Miles Davis Story”, film-documentario dedicato da Mike Dibb a una delle figure più carismatiche e innovative del jazz; “Round Midnight”, film del francese Bertrand Tavernier considerato uno dei più classici jazz movie, interpretato dal sassofonista Deter Gordon e vincitore dell’Oscar per la miglior colonna sonora, firmata dal pianista Herbie Hancock.

Jazz e scuole
Anche quest’anno non poteva mancare l’abituale iniziativa “Incontriamo il Jazz”, a cura del CDpM-Centro Didattico Produzione Musica Europe. Nelle mattinate da mercoledì 16 a sabato 19 marzo, studenti universitari e allievi delle scuole primaria e secondaria verranno accompagnati alla scoperta del jazz e dei suoi stili principali, attraverso esecuzioni dal vivo ad opera di un gruppo di selezionati solisti comprendente Gabriele Comeglio (sax contralto), Sergio Orlandi (tromba), Claudio Angeleri (pianoforte), Marco Esposito (basso elettrico) e Vittorio Marinoni (batteria). Con loro il musicologo Maurizio Franco. Gli incontri, ai quali hanno aderito 21 istituti scolastici di Bergamo e provincia con oltre 1.500 allievi coinvolti, sono dedicati a Paolo Arzano – la cui figura verrà ricordata anche durante l’ultima serata di “Bergamo Jazz”, a un anno esatto dalla sua scomparsa – e si inseriscono nel quadro delle iniziative promosse a Bergamo dallo stesso CDpM a sostegno dell’International Jazz Day dell’Unesco, di cui sono condivise le medesime finalità formative, culturali ed educative del pubblico, in particolare giovanile.

GAMeC

Venerdì 18 marzo, alle 17,30 (ingresso libero fino a esaurimento posti) i sassofonisti Tino Tracanna: e Massimiliano Milesi saranno ospiti della GAMeC: composizioni di Thelonious Monk, momenti di sperimentazione, libere improvvisazioni, echi di blues, frammenti di Bach si intrecceranno creativamente sullo sfondo delle opere dell’artista afroamericano Rashid Johnson, in esposizione fino al 15 maggio. Nell’occasione della performance di Tracanna e Milesi si potrà anche vedere la videoinstallazione “Joao Lobo night piece”, dedicata da Mariella Guzzoni al batterista portoghese Joao Lobo, che nel 2014 si esibì proprio alla GAMeC nell’ambito di “Bergamo Jazz”.

Domus Bergamo
La struttura costruita in Piazza Dante in concomitanza con Expo 2015, si aprirà anche quest’anno al jazz con vari appuntamenti (a ingresso gratuito), coralmente dedicati a Silvia Infascelli, la cantante bergamasca che ci ha lasciati di recente.
Venerdì 18 marzo, alle 23.30, al termine dei concerti al Teatro Donizetti, il sassofonista Roger Rota proporrà il suo progetto Minor Maximum, con Sergio Orlandi alla tromba e Valerio Baggio ai sintetizzatori, mentre sabato 19, alla stessa ora, sarà la volta del quintetto Clock’s Pointer Dance, formazione che riunisce i giovani talenti di Paolo Malacarne (tromba), Andrea “Jimmy” Catagnoli (sax alto), Andrea Baronchelli (trombone), Michele Bonfanti (chitarra) e Filippo Sala (batteria).
Ancora sabato sono previste le presentazioni di due libri di interesse jazzistico: “Improvviso singolare” di Claudio Sessa (alle 12) e “Storie di Jazz” di Enrico Bettinello (ore 19). Infine, domenica 20, alle 18.30, Dave Douglas dialogherà con il pianista Franco D’Andrea, uno dei protagonisti più attesi di “Bergamo Jazz 2016”.

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