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Giovedì nasce a Bergamo il comitato per il NO alla riforma costituzionale

Giovedì 17 marzo alle 20.45 al centro studi Serughetti La Porta (in viale Papa Giovanni 30) si costituisce il Comitato di Bergamo e provincia per il NO alla riforma costituzionale

Giovedì 17 marzo alle 20.45 al centro studi Serughetti La Porta (in viale Papa Giovanni 30) si costituisce il Comitato di Bergamo e  provincia per il NO alla riforma costituzionale. Nel corso della serata verranno ufficialmente raccolte le adesioni che avranno carattere individuale.

Ecco l’appello dei promotori del Comitato

Il progetto di revisione della Costituzione in procinto di essere approvato dal Parlamento è un ulteriore tentativo di stravolgimento della Carta Costituzionale.

Da tempo è in atto un processo politico-culturale che punta alla rottura dei poteri di controllo sull’operato di chi governa, a tutto vantaggio dell’esecutivo.

Questo attacco ha subito una bruciante sconfitta con il referendum del 2006, ma si ripropone con la legge di revisione costituzionale e la legge elettorale recentemente approvata.

Queste riforme consegnano il potere legislativo e di revisione costituzionale  ad una maggioranza parlamentare artificiosamente costruita (grazie al premio di maggioranza) riducendo notevolmente i contrappesi costituzionali.

La riforma del Senato, peraltro, lungi dal superare il bicameralismo rende solo più confuse e conflittuali le competenze tra Stato e Regioni e quelle tra la Camera e il nuovo Senato, che resterà privo di un ruolo sostanziale, con Senatori che non saranno eletti dai cittadini, ma scelti dai Partiti tra sindaci e consiglieri regionali, svuotando cosi l’art. 1 della Costituzione che recita: “La sovranità appartiene al popolo”. Per facilitare la governabilità, non è lecito annientarne la rappresentanza.

La Costituzione si basa su un delicato equilibrio tra la sua Prima parte (Diritti e Doveri dei cittadini) e la Seconda (Ordinamento della Repubblica); andando quindi a stravolgere quest’ultima si rischia di scardinare quei Principi fondamentali  che continuano a costituire una garanzia per i cittadini.

L’indebolimento della Costituzione incide profondamente sul valore e sull’effettività della nostra democrazia e produce conseguenze anche sulle condizioni di vita delle persone; infatti riducendo i diritti civili e i diritti sociali, tra i quali i diritti del lavoro, si aumentano le disuguaglianze, si mette a repentaglio lo Stato sociale, in ultima analisi si sostituisce l’impianto stesso della Costituzione, il progetto di Società che essa contiene.

E’ per questi motivi che ci appelliamo a tutti i cittadini, affinché vi sia una mobilitazione forte e diffusa al fine di fare vincere il NO al prossimo Referendum costituzionale.

La vittoria del No dovrà essere l’occasione per rilanciare i grandi valori della nostra Carta Costituzionale, la tensione ideale e i principi inderogabili in essa contenuti, chiedendone il rispetto ed una concreta attuazione, rendendo “viva” la Costituzione e le parole che spesso vi sono ripetute quali: dignità, solidarietà, lavoro, cultura, ambiente e pace.

Anche a Bergamo in accordo con il costituito Comitato Nazionale per sostenere il fronte referendario per il No al prossimo referendum costituzionale, si costituisce il comitato per il No.

Secondo le indicazioni del Comitato Nazionale la costituzione del Comitato di Bergamo e provincia si caratterizza da subito per essere unitario ed inclusivo nello spirito del lavoro avviato del Coordinamento Nazionale, evitando avanguardismi e con spirito di collaborazione unitaria. Il Comitato si potrà articolare in sottocomitati di zona nelle varie aree della provincia. Il comitato e i sottocomitati saranno ad adesione individuale, funzioneranno in forma assembleare secondo il principio una testa un voto, eleggeranno democraticamente i propri portavoce e rappresentanti a mandato limitato e sempre revocabili dall’assemblea.

In linea con quanto indicato da Comitato Nazionale di individuare e utilizzare a livello simbolico e unitario solo l’immagine e la Bandiera dell’A.N.P.I.

Il comitato di Bergamo si impegna a discutere e valutare anche un eventuale proprio impegno nella battaglia contro la modifica della legge elettorale (Italicum).

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