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Grande Guerra, Pillola 75: il Bois de Caures, dove tutto cominciò fotogallery

Fu nel “Bois de Caures” che venne scagliato il primo attacco di quella che passò alla storia come la più colossale strage militare di tutti i tempi: uno scontro muro contro muro, che condusse alla più spaventosa ecatombe del conflitto.

Il Bois de Caures è un modesto boschetto, lungo tre chilometri e profondo meno di uno: una località del tutto insignificante, diversi chilometri a nord di Verdun, che deve la sua fama al fatto che fu proprio lì che venne scagliato il primo attacco di quella che passò alla storia come la più colossale strage militare di tutti i tempi.

Nel febbraio 1916, esso rappresentava il punto di congiunzione tra la 72a e la 51a divisione di fanteria francese, che facevano parte del 30° corpo d’armata del generale Chrètien, schierate da ovest verso est, tra la Mosa e l’Herbebois. Presidiavano il bosco i due battaglioni del tenente colonnello Driant: il 56° ed il 59° cacciatori appiedati. Briant era deputato al parlamento ed era ritenuto un grande esperto di cose militari: tant’è che, dapprima, aveva aspramente criticato la decisione di Joffre di ritirare le artiglierie dalle fortezze di Verdun e Toul per utilizzarle come pezzi campali e, in seguito, aveva esattamente previsto l’offensiva germanica nel suo settore.

Scrisse Driant alla moglie, in una lettera del 20 febbraio 1916: “ Il loro attacco può avvenire questa notte, come ritardare di diversi giorni. Ma è sicuro. Il nostro bosco avrà le prime trincee conquistate rapidamente, perché i tedeschi useranno lanciafiamme e gas.”.

In previsione di questo attacco, il Bois de Caures, nei limiti del possibile, era stato rapidamente fortificato dagli uomini di Driant, e comprendeva tre diverse linee difensive: piccole guardie (trincee isolate protette da filo spinato), linea di massima resistenza (rifugi e centri di fuoco protetti) e linea di retroguardia. Questi modesti apprestamenti difensivi permisero ai cacciatori di resistere oltre ogni aspettativa alla marea montante dell’attacco nemico, consentendo ai francesi di inviare rinforzi a tamponare la prima poderosa ondata.

L’attacco cominciò il 21 febbraio, quando la 21a divisione di fanteria tedesca (18° corpo d’armata) prese d’assalto le posizioni presidiate dai due battaglioni di Driant, rinforzati da aliquote del 165° fanteria: circa 1.500 uomini, contro quasi 10.000. Alle 4 del mattino, cessato il poderoso bombardamento degli 850 cannoni tedeschi (di cui 540 di grosso calibro), le fanterie mossero dalle loro posizioni: i francesi potevano disporre nel settore di 270 cannoni, di cui solo la metà erano moderni 75mm a tiro rapido, mentre gli altri erano lenti e pesanti De Bange, impossibili da spostare rapidamente.

Il Bois de Caures venne assalito da nord, ma era minacciato da infiltrazioni provenienti anche da est (Bois de Ville e Herbebois). La battaglia infuriò per tutto il giorno, con scontri alla baionetta e feroci corpo a corpo, per spegnersi coll’avanzare dell’oscurità. Il giorno successivo, riprese il bombardamento e durò fino a mezzogiorno, quando, sotto una fitta nevicata, i tedeschi tornarono all’attacco, sostenuti ad est dalla 5a divisione, che aveva, nel frattempo, conquistato il Bois de Ville: le avanguardie germaniche colpirono i rifugi dei cacciatori francesi con i getti dei lanciafiamme, ed espugnarono le trincee una ad una.

Driant, con soli 80 soldati, venne quasi circondato da un reggimento che aveva sfondato la linea di massima resistenza: a questo punto, i valorosi difensori del Bois de Caures cominciarono a ritirarsi verso Beaumont, sotto un fuoco spaventoso, abbandonando nelle mani del nemico la posizione. Durante questa manovra di sganciamento, cadde, colpito a morte, il colonnello Driant: cominciava in quel momento il mito del Bois de Caures, che divenne rapidamente una delle leggende eroiche più popolari della prima guerra mondiale.

Una celebre canzone, composta dal poeta Théodore Botrel recita: “Repose, calme et confiant ; La terre où tu dors – ô Driant !- Va, ne sera plus dans un an Terre allemande !…. Tes petits chasseurs -tes enfants-Tés vengeurs, demi-triomphants, Avec toi mort, entrent, vivants, Dans la légende !”.

Aldilà della suggestione creata nel popolo francese da questa resistenza disperata di pochi cacciatori, contro forze enormemente superiori, va, certamente, sottolineata la lungimiranza di Driant, oltre che il suo indiscutibile valore: di fatto, infine, il tempo perso dal 18° corpo germanico per conquistare il Bois de Caures influenzò in maniera decisiva gli sviluppi dell’attacco a Verdun, che, in caso di una rapida conquista della posizione, si sarebbe sviluppato rapidamente verso la Mosa, realizzando l’obiettivo strategico di creare un saliente in cui costringere le forze francesi ad un logorio spaventoso. Così, invece, la battaglia non sfociò in una rapida avanzata e si trasformò in un colossale scontro muro contro muro, che condusse alla più spaventosa ecatombe del conflitto.

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