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“Aggressioni, insulti, furti: basta, serve più sicurezza negli ospedali di Bergamo”

La Ugl Sanità di Bergamo chiede maggiore sicurezza all'interno delle strutture sanitarie dove, denuncia, quotidianamente si assiste a episodi di aggressioni, minacce e furti.

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Più sicurezza nelle strutture sanitarie bergamasche: è quanto chiede a gran voce, per bocca del dirigente territoriale Roberto Cortesi, la segreteria provinciale Ugl Sanità alla luce della crescente sensazione di paura all’interno soprattutto dei pronto soccorso.

Non solo di notte assistiamo ad aggressioni, insulti, minacce e intimidazioni nei confronti degli operatori sanitari, partendo da coloro che lavorano nei pronto soccorso ma anche nei reparti di degenza e servizi. A questi si aggiungono furti dei beni propri di operatori, pazienti e utenti, creando panico e paure. Le strutture sanitarie sono oramai insicure. Questo fenomeno va avanti da molto tempo, ma ora il livello di paura ha raggiunto livelli non più accettabili”.

Tra le cause individuate dalla Ugl Sanità ci sono gli utenti che “accedono alle strutture sanitarie sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti, cittadini senza lavoro esasperati dalla crisi, cittadini ed extracomunitari pregiudicati per reati di furto, rissa, aggressione e violenza che sapendo di non essere puniti dalle leggi italiane, si sentono al sicuro e compiono reati a danno di operatori, pazienti e utenti.

Chi accede alle strutture sanitarie, anche per una problematica inerente ai medici di famiglia e per una mancata educazione delle persone stesse dove per loro tutto è dovuto, basta minacciare e denunciare le strutture sanitarie a causa dei tempi di attesa e si ottiene tutto in tempi rapidi, in primis sovraccaricando i pronto soccorso. Questo comporta lunghe liste d’attesa nel servizio di emergenza/urgenza, in cui danno sfogo in vari modi alla loro insoddisfazione per il mancato riconoscimento di un loro diritto alla salute. Questo però non può danneggiare gli operatori e gli utenti che accedono per un reale e motivato bisogno di cure immediate. la mancata educazione dei cittadini a livello territoriale potrebbe essere una buona soluzione, con l’aiuto dei medici di famiglia, e svolgendo interventi di educazione sanitaria nei paesi e nelle città. Le AST ex ASL, e le nuove ASST ex Aziende ospedaliere in equipe con i medici di famiglia potrebbe svolgere quella opera di educazione e sensibilizzazione ai cittadini. Qualora tutto questo non funzionasse, riteniamo che chi impropriamente accede ai pronto soccorso debba pagare l’intera prestazione, non i 25 euro che pagano ora”.

Molti operatori – continua la Ugl Sanità – da tempo segnalano questa criticità e le loro paure. Chiediamo che chi debba intervenire lo faccia seriamente, basta scuse o demagogia. E’ ora di agire, finanziando in maniera imponente le forze dell’ordine, sia a livello di risorse umane, attrezzature e parco auto, e finanziando le strutture sanitarie per garantire la presenza di guardia giurate armate nelle 24 ore, in stretto collegamento con le forze dell’ordine, cambiando leggi che puniscano severamente chi commette reati, garantendo la certezza della pena con processi immediati senza sconti di panni e sequestrando beni propri di chi li commette per riparare i danni da loro provocati. Ugl rilancia il tema della sicurezza e continuerà a denunciare i fatti ed a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ora tocca alle Istituzioni prendere atto della situazione e avviare tutte le iniziative a loro richieste”.

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