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Magnocavallo ci crede: “A Roma la gara della svolta atalantina”

La ricreazione è finita. L’Atalanta adesso non può più sbagliare, altrimenti saranno guai grossi.

Domenica sera sul campo della Lazio, poi il ritorno al Comunale, all’ora di pranzo contro il Bologna di Donadoni: due tappe decisive verso la salvezza. Servono gol e punti, che da tre mesi ormai arrivano col contagocce.

Eppure Giorgio Magnocavallo ci crede. Il doppio ex della prossima sfida, quattro anni nell’Atalanta (1981-85) e l’esordio in serie A nella partita del record di pubblico a Bergamo, Atalanta-Inter il 16 settembre 1984 (oltre 43 mila spettatori, più del doppio che in Atalanta-Juventus dello scorso 6 marzo), 119 presenze e 8 gol in nerazzurro e poi 54 presenze e 3 gol nella Lazio, dal 1985 al 1987.

Magno, che male ha questa Atalanta?

“Sinceramente mi sto meravigliando anch’io di questi risultati. Avevo detto alla vigilia del campionato che questa squadra poteva arrivare nelle prime dieci. Prima si facevano pochi gol e si dava la colpa a Denis, poi è cambiato qualcosa ma… non riesco ancora a capire bene il perché di questa crisi, non me la spiego”.

Forse la partenza di Moralez unita al calo di rendimento di Gomez, ormai da tre mesi, oltre al pressing che sapeva fare da metà campo in su Grassi, hanno tolto brillantezza alla squadra?

“Qualcosa nel centrocampo non funziona bene. Nel senso che Kurtic e de Roon sono buoni interditori, però c’è un difetto a livello di costruzione. Poi secondo me l’Atalanta ha sempre dato il meglio quando giocava con una sola punta, per dire anche quando Denis aveva alle spalle Moralez. Io la vedop così. E poi…”

Dica.

“Devo dire quel che penso? Io non avrei preso Borriello: c’era Gomez, c’era Pinilla e tutto sommato anche Monachello che tutti criticavano nella partita con la Juve. Quando, siamo seri, chiunque, qualsiasi attaccante avrebbe fatto fatica. Ma quest’anno gira così e non me lo spiego”.

Problema allenatore? Reja è in discussione.

“Mah, non sono d’accordo: ho visto l’Atalanta giocare bene e poi male. Ma non è Reja il problema: io vedo una buona squadra che adesso ha dei problemi e non mi sarei aspettato questa posizione. Avrei pensato: meglio andare in ritiro quindici giorni e poi venirne fuori da questa crisi”.

All’Olimpico contro la Lazio e poi col Bologna ci sarà questa svolta?

“Secondo me già a Roma cambierà il vento e sarà destino che la Lazio ce la troviamo di fronte dopo una partita di Europa League, ma penso che anche questo possa essere un segnale positivo, perché loro saranno un po’ stanchi. E sono convinto che il Bologna arriverà a Bergamo più tranquillo con la classifica che ha, mentre l’Atalanta avrà le motivazioni per fare risultato. Sono due partite in cui quattro punti si possono portare a casa, la Lazio punta molto sulla Coppa, è una squadra da continui alti e bassi: giocano una grande partita e poi si perdono in un bicchiere d’acqua”.

Magnocavallo, ha qualcosa da dire anche sul mercato di gennaio?

“Io sono sempre del parere che le squadre si fanno a giugno. Non voglio pensare male, ma poi succede che a gennaio vendono i gioielli e il tifoso si ritrova con un’altra squadra. Tanto ha già fatto l’abbonamento, no? Ma posso capire anch’io la società, mmagari nei loro panni avrei fatto così anch’io con quella classifica e l’aria che tirava, si parlava di Europa, altro che salvezza…”.

E ora si parla di Stramaccioni allenatore per la prossima stagione dell’Atalanta.

“Mi auguro proprio di no. Io se dovessi scegliere punterei su Gasperini, per come fa giocare la squadra, per come sa valorizzare i giocatori”.

Magno, comunque lei è, se non proprio ottimista, fiducioso?

“Anche ottimista. Ve la dico tutta? Se con questa squadra si salva il Frosinone e non l’Atalanta allora significa che… io non capisco più niente (la parola è in effetti più colorita, ndr) di calcio. Io credo che il Frosinone prima o poi crollerà, tra l’altro sono tutti convinti che vinca sul campo del Carpi, chissà perchè. Credo che anche Udinese e Palermo ce la faranno a salvarsi, andranno giù Frosinone, Carpi e Verona”.

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