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Con “Domani pece” e “Mur” il 34° Bfm chiude in bellezza

Si e' conclusa in bellezza la mostra concorso della 34esima edizione del Bergamo Film Meeting con il film cecoslovacco "Domaci pece" (Assistenza a domicilio), e la sera prima con la proiezione del polacco "Mur" (Il muro).

Si è conclusa in bellezza la mostra concorso della 34esima edizione del Bergamo Film Meeting con il film cecoslovacco “Domaci pece” (Assistenza a domicilio), e la sera prima con la proiezione del polacco “Mur” (Il muro).

Gli ultimi due film proposti sono entrambi di qualita’ nelle scelte registiche, ma e’ interessante notare che le vicende narrate da “Il muro”, pur lasciando intravvedere per il protagonista un lieto fine, opprimono lo spettatore dall’inizio alla fine rendendo la visione a tratti faticosa, mentre quelle di “Assistenza a domicilio”, pur narrando la tragica condanna della protagonista a morire di cancro, riescono a catturare l’attenzione per tutto il film lasciando un segno forte anche se impresso con apparente leggerezza.

“Mur” narra di un giovane muratore, afflitto tra l’altro dalla mamma gravemente malata, che cerca di affrancarsi dalle sue origini e dalla miseria delle case popolari lavorando duro e arrotondando con un po’ di spaccio, per riuscire a trasferirsi in un appartamento che si trova in uno dei lussuosi condomini dove ha lavorato. Il cambio di abitazione sembra portare con se’ un cambio di vita e di frequentazioni ma la dura realtà e la condizione della madre lo faranno tornare al punto di partenza.

L’esperienza si tradurrà’ pero’ in un desiderio di riscatto che parte questa volta dal risanamento della propria abitazione-condizione -materialmente testimoniato dai lavori di imbiancatura delle pareti- e non dalla fuga verso un mondo in cui fingersi altro rinnegando il passato.

La distanza dei due ambienti sociali e’ rappresentata attraverso la contrapposizione di edifici e interni radicalmente diversi in cui luci cupe esprimono di volta in volta e comunque la difficolta’ di vita e di relazione per il protagonista. Spesso ritratto riflesso o dietro a un vetro, il giovane e’ per buona parte del film l’immagine di quel che vorrebbe essere e non e’. Alla fine decide di tornare nella vecchia casa e pagare una clinica per la madre che sembra muovere i primi passi verso una vera riabilitazione. E finalmente la scena si accende di luce ma lo spettatore forse neppure lo nota x la stanchezza.

“Domaci pece” è la storia di Vlasta, infermiera a domicilio che esercita la professione con grande dedizione, sempre attenta ai bisogni di tutti, pazienti, marito e figlia, fiduciosa nella medicina della chimica. Quando scopre di essere malata di cancro al pancreas fatica a cambiare passo ma inizia a poco a poco un percorso che prima e’ desiderio di fare qualcosa per sé, poi è ricerca di una cura che blocchi dolore e malattia, poi cura dell’anima e degli affetti per prepararsi al distacco.

I diversi esiti delle due pellicole nn dipendono solo dal registro narrativo adottato, decisamente drammatico nel primo e venato di melanconico umorismo nel secondo, ma dal fatto che in “Assistenza a domicilio” molti fattori concorrono alla riuscita del film, a partire dall’ottima recitazione della protagonista sostenuta da un ritmo narrativo perfetto, cadenzato dalle visite a domicilio dell’infermiera che si alternano a scene della sua vita privata e alla sua ricerca di senso dopo aver appreso di avere solo sei mesi di vita.

Apprezzabili alcune semplici metafore, come il riferimento alla placida bellezza e vulnerabilita’ del cerbiatto, lo sguardo della protagonista verso il buio della foresta quando prende coscienza che il corpo non potra’ guarire, soprattutto la scena di Vlasta che insegna alle rane a usare il sottopassaggio cosi come insegnera’ al marito l’uso degli elettrodomestici…

Il film termina con l’ultima scena che si spegne a nero e allo spettatore resta il rammarico di non potere seguire ancora per un po’ le vicende di Vlasta, tenace e generosa.

Ora, per conoscere il verdetto del pubblico -a noi sono sembrati degni di nota a diverso titolo il film “2 nights till morning”, “Parasol” ma soprattutto ” Enklave” e “Domaci pece”-, non resta che attendere sabato sera alle 22,30 e nel frattempo continuare a godersi le molteplici proposte di questo vivace festival che offre ai cinefili opportunita’ di ogni genere, dalle retrospettive, alle rassegne tematiche, all’animazione, agli incontri con gli autori e i protagonisti delle pellicole. Il tendone bianco in piazza della Liberta’ , dove si trovano bookshop, zona ristoro e zona dibattiti, e’ il luogo preferito di questa internazionale e eterogenea community.

Domenica il Bergamo Film Meeting passa il testimone al Bergamo Jazz Festival con appuntamenti musicali all’Auditorium.

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