BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Da ricercatori inglesi mix di due farmaci che in 11 giorni guarisce il tumore al seno

Enrico Franceschini su La Repubblica descrive lo studio dei ricercatori dell'università di Manchester: una sperimentazione sbalorditiva sul cancro al seno

Enrico Franceschini su La Repubblica descrive lo studio dei ricercatori dell’università di Manchester: una sperimentazione sbalorditiva sul cancro al seno.

“Sbalorditivo”. Così scienziati e medici definiscono l’effetto di un test che ha dimostrato di poter fare scomparire ogni traccia di tumore al seno in appena undici giorni di trattamento. Si tratta di una miscela di due farmaci che, opportunatamente dosati, riducono sensibilmente le dimensioni del cancro alla mammella o addirittura lo cancellano in meno di due settimane. Con ulteriori esperimenti, affermano gli esperti, una cura di questo tipo potrebbe non rendere più necessario l’intervento chirurgico e la chemioterapia in seguito necessaria, con i suoi pesanti effetti collaterali.

Annunciato alla European Breast Cancer Conference di Amsterdam, lo studio è opera di un team di ricercatori britannici guidati da Nigel Bundred dell’università di Manchester. La terapia oggetto della sperimentazione riguarda il tipo più aggressivo di tumore al seno, chiamato in linguaggio medico Her2 positivo. Consiste in somministrazioni di trastuzumab (il nome generico dell’Herceptin in Inghilterra) – capostipite dei farmaci che vanno a colpire il recettore Her2 – e di un altro farmaco chiamato lapatinib. Il trattamento è stato sperimentato in donne con tumori Her2-positivi tra 1 e tra 1 e 3 centimetri. In meno di due settimane di trattamento (11 giorni) il tumore è scomparso completamente nell’11% dei casi, e in un ulteriore 17% di casi era più piccolo di 5 millimetri. “E’ una svolta potenzialmente molto importante, che permetterebbe di non ricorrere a chirurgia e chemioterapia”, afferma il professor Bundred.

“Non ci aspettavamo di vedere una reazione così forte in un periodo così breve”, commenta la professoressa Judith Bliss, co-autrice della ricerca. E la dottoressa Samia al Qadhi, presidente di Breast Cancer Care, parla di un risultato “sbalorditivo”. Oltretutto, osservano gli esperti, la cura non causa complicazioni di altro genere, per cui nel caso in cui risulti inefficace è ancora possibile fare ricorso ai metodi tradizionali usati fino ad ora per combattere questo tipo di cancro. “Dobbiamo essere sicuri che non stiamo facendo un passo indietro e aumentando il rischio di recidiva”, ha aggiunto Bliss. Inoltre, il lavoro riguarda solo un tipo di tumore al seno. Per Arnie Purushotham di Cancer Research UK, che ha finanziato lo studio, “questi risultati sono molto promettenti se si confermano nel lungo periodo. Potrebbe essere il passo iniziale per un nuovo modo di trattare tumori al seno Her2-positivi”.

La notizia è data oggi con grande risalto in prima pagina dal Guardian e da altri giornali di Londra. In Gran Bretagna il tumore al seno è diagnosticato ogni anno a 53 mila donne; di questi, tra il 10 e il 15 per cento sono del genere aggressivo denominato Her2 positivo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.