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Ispirati dagli archivi, le fonti per il giornalismo

L’ANAI, Associazione Nazionale Archivistica Italiana, promuove una settimana di eventi intitolata “Ispirati dagli Archivi” dal 14 al 19 marzo 2016, per far conoscere ai cittadini la ricchezza del patrimonio archivistico del nostro Paese.

L’Anai, Associazione Nazionale Archivistica Italiana, promuove una settimana di eventi intitolata “Ispirati dagli Archivi” dal 14 al 19 marzo 2016, per far conoscere ai cittadini la ricchezza del patrimonio archivistico del nostro Paese.

Nell’ambito di questa iniziativa, l’Archivio di Stato di Bergamo organizza una giornata di studi il 17 marzo alle 17,30 nella sua sede di via F.lli Bronzetti al numero civico 26, dedicata alle “Fonti archivistiche per il giornalismo e non solo”, per ricordare l’importanza degli archivi, patrimonio della nostra storia e della nostra identità che documentano anche le attività in corso, tutelano diritti, trasmettono memoria.

Sono previsti interventi di Giorgio Fornoni, reporter, da sempre alla ricerca dell'”uomo”, quello che nasce dalla sofferenza e dalle prove più ardue. Da oltre 40 anni frequenta le prime linee delle guerre del mondo. Ha denunciato i traffici illegali, ingiustizie, disastri e rischi ambientali.

Milena Gabanelli lo scopre nel 1999 e gli dedica una intera puntata a Report dal titolo “L’altra faccia del giornalismo” e di lui disse: “abbiamo incontrato per caso una persona che in pochi anni ha fatto quel che io che viaggio molto e molti miei colleghi non riescono a fare in un’intera carriera. Tutto questo non per interesse giornalistico ma per documentare le tragedie umane a se stesso”.

Da allora è diventato autorevole collaboratore di REPORT, programma di inchieste di RAI 3 per la quale ha realizzato numerosi e importanti servizi e interviste esclusive: sulla pena di morte, sul terrorismo, sulle armi di distruzione di massa, sull’inquinamento e altri. Ha lavorato anche per DOC3 di Rai3, per Rainews24 e Tv2000.

La casa editrice Chiarelettere gli ha dedicato un libro più DVD dal titolo “Ai confini del mondo”.
Fornoni racconta di se: “E’ la mia preoccupazione dell’uomo sulla terra, le sue miserie, i suoi problemi sociali, politici, economici e tutto quello che mi commuove è uno spunto per i miei lavori, le mie ricerche, le mie curiosità… e così… da vagabondo e da pellegrino… vado. Raccolgo lungo il cammino, testimonianze e ne faccio reportage e inchieste”.

ARCHIVI: FONTI ESSENZIALI ANCHE PER LE INCHIESTE DI REPORT
Per poter effettuare un’inchiesta giornalistica è indispensabile la libertà di accesso agli archivi poiché è da lì che si trova la conferma e la vera testimonianza a fatti e persone. Per Report, programma di inchiesta videogiornalistica di Rai3 gli archivi sono determinanti. Una per tutte si cita l’inchiesta intitolata “L’altro terrorismo” (realizzata con Paolo Barnard) la documentazione rinvenuta negli Archivi di Stato ha messo in luce fatti del conflitto con Cuba e delle crisi del centroamerica inediti e soprattutto come gli USA abbiano utilizzato tattiche terroristiche che loro stessi oggi combattono.

CLEMENTE SUARDI
Presidente dell’Associazione Genealogica Lombarda www.associazionegenealogicalombarda.it. Bergamasco, esperto di ricerche per la ricostruzione dell’albero genealogico familiare e di ricerche genealogiche ad uso legale. Presidente dell’Associazione Genealogica Lombarda. ha organizzato stage e corsi di avvicinamento alla ricerca genealogica familiare. E’ stato relatore in diversi convegni e seminari sui temi della genealogia sia a livello nazionale che internazionale e autore di articoli sul tema della ricerca genealogica.

PATRIMONI GENETICI E PATRIMONI ARCHIVISTICI: INCROCI POSSIBILI E NUOVI ORIZZONTI DI RICERCA
Gli archivi storici rappresentano una grande opportunità a disposizione di tutti per riscoprire le radici storiche della propria famiglia e della comunità locale in cui viviamo.
La ricerca delle proprie origini negli ultimi decenni sta coinvolgendo in Italia un pubblico sempre più vasto, avvicinando lentamente il nostro paese alla tradizione dei cugini d’oltralpe e dei paesi anglosassoni dove è forte la sensibilità e l’interesse per questi temi che vengono approcciati sin dall’età scolare per l’alto valore che assumono nella formazione delle coscienze civiche.
Il nostro patrimonio archivistico è molto ricco e poco conosciuto dal vasto pubblico che lo ritiene prerogativa esclusiva degli addetti ai lavori. In realtà sempre più spesso i fruitori degli archivi sono persone comuni, semplicemente appassionate dalla ricerca storica e dalla propria genealogia familiare, che pazientemente riscoprono le tracce del proprio passato nei documenti che da secoli sono stati salvaguardati e resi disponibili alla consultazione.

Nel corso dell’intervento si approfondirà come la crescita di una cultura genealogica diffusa debba andare di pari passo con la fruibilità degli archivi, grazie anche alle nuove tecnologie che permettono di raggiungere via web il grande pubblico; un esempio di grande interesse è rappresentato dal progetto promosso dal Ministero dei Beni Culturali e dall’Archivio di Stato di Bergamo che permette a chiunque di accedere online alle immagini dei registri anagrafici postunitari di tutta la provincia con possibilità di fare ricerche nominative.

In questo contesto di rinnovata attenzione per la ricerca storico-familiare verrà dato ampio spazio ad una delle nuove frontiere della scienza che coniuga la genetica alla genealogia; a livello di grande pubblico ha destato grande interesse la vicenda di Yara Gambirasio per le modalità innovative con cui sono state condotte le indagini mirate ad individuare il colpevole incrociando l’analisi di migliaia di campioni di DNA con la ricerca dei discendenti di un antenato comune risalente al 1700.

Questi nuovi approcci, che coniugano la tradizionale ricerca d’archivio con la genetica, trovano applicazione su più vasta scala sia nell’ambito di ricerche medico scientifiche sulle malattie rare sia per chi vuole abbinare la ricerca genealogica familiare alla conoscenza del proprio profilo genetico arrivando a scoprire l’origine dei propri antenati vissuti migliaia di anni fa.

SANDRA BONINELLI
Bergamasca da oltre 30 anni si occupa della raccolta e della riproposta del canto di tradizione popolare di area lombarda, collabora con l’Istituto di ricerca Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino.
Con il fratello Mimmo è autrice di canti sociali in italiano e in dialetto bergamasco.

MIMMO BONINELLI
Nel periodo 1982-1992 è stato coordinatore scientifico dei “Quaderni dell’Archivio della cultura di base”, una collana di studi sul mondo popolare e il folclore bergamasco edita dal Sistema bibliotecario urbano di Bergamo. E’ autore di numerose pubblicazioni su questo argomento. I canti della Grande Guerra sono il risultato di una pluriennale ricerca effettuata personalmente dai fratelli Boninelli sulle fonti orali e archivistiche bergamasche e in parte sono attinte dall’opera E non mai più la guerra. Canti e racconti del ‘15-’18 di Cesare Bermani e Antonella De Palma.

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