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Mezzo milione di turisti per Christo: la viabilità preoccupa il Sebino bergamasco foto

Acque agitate sulla sponda bergamasca del lago d'Iseo per l'installazione di Christo dal 18 giugno al 3 luglio: la preoccupazione maggiore riguarda la viabilità che in quelle settimane potrebbe non reggere la mole di traffico.

Dall’ultimo Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in Prefettura a Bergamo è emersa una preoccupazione ben precisa: il grande flusso di gente che tra il 18 giugno al 3 luglio invaderà il Sebino per la passerella galleggiante di Christo potrebbe mandare in tilt la viabilità e la mobilità ordinaria della sponda bergamasca del lago.

Le previsioni parlano di circa 600mila visitatori, poco meno di 50mila dei quali provenienti dalla provincia di Bergamo: numeri impressionanti per un’installazione eccezionale e di portata internazionale che hanno agitato le acque di Lovere e Sarnico in particolare.

Il prefetto Francesca Ferrandino ha bacchettato aspramente il sindaco di Sulzano, comune dal quale partirà la passerella dell’artista bulgaro che collegherà la terra ferma a Monte Isola, per non aver mai coinvolto le autorità bergamasche nelle fasi organizzative.

L’unico ad essere informato della reale portata del problema, per forza di cose, era il sindaco di Lovere Giovanni Guizzetti, presidente del G16 che da tempo ha organizzato spostamenti e attività che riguardano il proprio territorio di riferimento: dal salvataggio del mercato comunale con piazzale Marconi che non è stato appositamente messo a disposizione per l’evento di Christo (“Troppo importanti per gli ambulanti quelle due settimane per pensare di sospenderlo”) a parcheggi riservati altrove per chi dovrà prendere i battelli.

Parcheggi che, però, potrebbero non essere sufficienti e la preoccupazione cresce col passare del tempo: all’orizzonte, al momento, non si vede alcuna soluzione alternativa e a conti fatti le infrastrutture esistenti potrebbero non bastare o non reggere la mole di traffico di quei giorni.

Se, infatti, la sponda bresciana sarà quella più interessata da eventuali code o intasamenti, gli stessi potrebbero portare i visitatori a percorrere strade alternative e cercare posteggi dove lasciare la macchina anche dal lato bergamasco del Sebino: e la già trafficata provinciale della Val Calepio potrebbe collassare, vittima di un circolo vizioso che sembra non avere soluzioni.

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