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Benigni a Gori: ma allora sull’aeroporto Bergamo sta con Brescia o con Milano?

Il coordinatore di Forza Italia e Consigliere comunale a Bergamo, Stefano Benigni, interviene in merito alle dichiarazioni del sindaco Giorgio Gori al convegno promosso da Confartigianato Brescia e della Lombardia Orientale.

Il coordinatore di Forza Italia e Consigliere comunale a Bergamo, Stefano Benigni, interviene in merito alle dichiarazioni del sindaco Giorgio Gori al convegno promosso da Confartigianato Brescia e della Lombardia Orientale (leggi).

“Il Sindaco Gori chiarisca qual è il ruolo di Bergamo in Lombardia, perché ad oggi ciò che emerge è il tentativo da parte sua di tenere un piede in due scarpe – dichiara -. Da una parte infatti dichiara di voler dimostrare che c’è molto altro in Lombardia oltre a Milano e alla sua città metropolitana facendo squadra con le province lombarde di Brescia, Mantova e Cremona, dall’altra invece è tra i primi sostenitori dell’accordo di fusione Sea – Sacbo che, per forza di cose, metterà in vetrina Milano e i suoi aeroporti. Accordo che inizialmente doveva riguardare due dei quattro capoluoghi interessati da questa unione strategica ed economica: Bergamo con il suo aeroporto di Orio al Serio e Brescia con quello di Montichiari” continua Benigni.

“In questa strategia dunque non capiamo quale sia il ruolo di Bergamo che più che essere messa al centro dell’attenzione economica e turistica lombarda, nelle intenzioni del sindaco si trasforma invece in una pedina a disposizione dei diversi interessi che come sempre vedono Brescia e Milano contendersi tra loro.”

“Chiederemo quindi al sindaco, attraverso un’interpellanza, di spiegare al Consiglio comunale e ai cittadini di Bergamo qual è la sua strategia e la sua visione della città, in relazione anche agli altri capoluoghi lombardi, affinché possa crescere economicamente e turisticamente nei prossimi anni” conclude Benigni.

Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Tesi : la litigiosità e l’ottusità campanilistica premoderna dei partiti politici e degli imprenditori locali hanno rovinato non solo Bergamo, ma, su scala nazionale, il Paese.
    Dimostrazione : Orio al Serio è gestito da una società Irlandese (la prima società italiana di gestione fallì miseramanete tra litigi, ignoranza, scandaletti di paese, grassi appetiti e tribunali. L’acqua minerale San Pellegrino è di una multinazionale svizzera. Probabilmente, solo con questi due marchi, il secondo mondiale, avremmo potuto coprire d’oro le strade della bergamasca.
    Oggi, sulle macerie di un Paese nelle mani della burocrazia criminale, dei criminali veri, ma meno pericolosi e delle multinazionali straniere, questa gentaglia osa ancora blaterare di alleanze paesane, di schieramenti e di trame. Sono profondamente malati. L’Italia è finita a causa loro.