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Tragedia di Pontida, il pm: “5 anni e 4 mesi al capostazione” fotogallery video

La richiesta di condanna del pubblico ministero Maria Cristina Rota per Aurelio Carminati, il capostazione di Bottanuco

Cinque anni e 4 mesi: è la richiesta di condanna del pubblico ministero Maria Cristina Rota per Aurelio Carminati, il capostazione di Bottanuco accusato di disastro ferroviario colposo, duplice omicidio colposo e lesioni colpose gravissime per la tragedia del 7 novembre 2013 a Pontida.

Quel giorno persero la vita, travolti dal treno, Umberto e Davide Pavesi, padre e figlio, di 79 e 49 anni, che erano su un’ambulanza in attesa di essere trasportati nella casa di riposo di Pontida per il ricovero dell’anziano. Secondo gli inquirenti, a provocare il disastro sulla linea ferroviaria Bergamo-Lecco furono le sbarre del passaggio a livello fatte alzare in anticipo.

La sentenza del gup Tino Palestra, è attesa per il 6 aprile. La difesa di Carminati chiesto l’assoluzione. Nel bilancio finale di quel giorno anche sei feriti. Il più grave l’uomo che era alla guida del mezzo di soccorso, sbalzato fuori dall’abitacolo, mentre il conducente del treno se la cavò con una lesione a una mano.

“Sono distrutto, penso a quei morti giorno e notte. Io sono intervenuto quando l’operazione andava fatta” si difese l’uomo nei giorni successivi, spiegando di aver premuto sì il pulsante per far alzare le sbarre, ma al momento giusto.

 

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