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Gestore unico delle acque: finalmente si va verso la fusione delle 3 società

Da alcune settimane le tre società che gestiscono i servizi idrici della Bergamasca – Uniacque Spa, Hidrogest Spa e Cogeide Spa – stanno studiando la possibilità di una fusione. L'invito arriva direttamente dalla Provincia di Bergamo che lo ha posto come obiettivo del suo mandato.

Per ora è solo un tavolo di studio, ma le indicazioni sono chiare e arrivano direttamente dalla Provincia di Bergamo che si è posta come obiettivo la fusione delle tre società che gestiscono i servizi idrici in Bergamasca: Uniacque Spa, Hidrogest Spa e Cogeide Spa.

L’indicazione arriva dal presidente della Provincia, Matteo Rossi, anche a seguito delle disposizione di legge del dicembre 2014: “Da un anno a questa parte abbiamo chiesto che si apra un percorso per portare alla creazione di un soggetto unico per la gestione dei servizi idrici come prevede la Legge”.

La complessità dell’operazione è data dalle posizioni delle tre società. Hidrogest Spa gestisce i servizi idrici idrica di 30 Comuni e 142 mila utenti, coprendo un’area che va da Capriate a Torre de’ Busi; mentre Cogeide Spa cura i servizi di 17 Comuni tra l’Adda e il Serio. Entrambe dovrebbero fondersi con Uniacque Spa che di fatto gestisce il servizio idrico integrato nel 73,8 % del territorio bergamasco, anche se prima Cogeide dovrebbe liquidare un suo socio privato: la Cart dell’ingegner Fortunato Rota.

La conferma di queste trattative già in corso, l’ultimo incontro sarebbe avvenuto venerdì 26 febbraio, arriva da Pierangelo Bertocchi, dal novembre 2014 presidente dell’Ato – Ambito Territoriale Ottimale: “Le indicazioni sono per un’aggregazione nel tempo massimo di quattro anni che parta dal presupposto di non fare violenza, come era stato da parte dell’amministrazione provinciale precedente. Si cerca di costituire un soggetto unico per i servizi idrici, soggetto che è previsto per Legge, valorizzando ciò che di positivo queste società hanno costruito in molti anni e sul territorio”.

Se gli incontri per la fusione sono stati avviati c’è da dire che i tempi stringono più del dovuto. Il prossimo 23 giugno il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi su due ricorsi a sentenze del Tar che interessano sia Hidrogest sia Cogeide.

“Stiamo valutando tempi e modi per la fusione – aggiunge Bertocchi – naturalmente si cercherà di valorizzare il patrimonio e l’esperienza delle società. Per i cittadini, una fusione tra le tre società, potrebbe portare a tariffe più contenute e ad un innalzamento della qualità dei servizi proposti”.

Ben disposta a chiudere l’operazione, naturalmente, è Uniacque. Anche se qui ci sono alcune condizioni da rispettare.

Il presidente di Uniacque, Paolo Franco: “I tempi sono quelli del mandato della maggioranza dei Comuni che compongono Uniacque, quindi diciamo tre anni. Siamo ben intenzionati a portare a termine questa operazione restando dentro l’alveo giuridico previsto dall’Authority Aegsi, non pagheremo due volte opere già saldate dai cittadini ed eventuali sterilizzazioni del privato devono essere fatte prima di fondersi”.

In parole povere: Uniacque non intende pagare opere realizzate da Idrogest e Cogeide finanziate da fondi e mutui, per il semplice motivo che tali costi non potranno finire nella bolletta dei cittadini.
Lo spirito di trovare presto un’intesa è espresso anche da Giorgio Rigamonti, presidente di Cogeide: “La volontà di chiudere questa fusione c’è, dovremo solamente capire le prospettive di questo progetto che andrà sottoposto ai nostri soci”.

Ora non resta che attendere lo sviluppo di questo tavolo per chiudere la fusione.

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